• Dom. Ott 17th, 2021

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Il centrodestra si spacca su Lamorgese. Salvini: “Si svegli”. Tajani: “Contrari alla sfiducia”

Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani

La Lega si prende tempo per indicare il successore del sottosegretario Durigon. Ma se sulla “contropartita” che si attende il movimento per il suo passo indietro non si vedono spiragli, Matteo Salvini continua ad attaccare a testa bassa la ministra Lamorgese. “Se c’è un ministro dell’Interno lo faccia e difenda i confini e la sicurezza del nostro paese. Si svegli o lasci il posto a qualcun altro” continua a fare pressione Salvini, che ha dalla sua Fratelli d’Italia, ma non Forza Italia.

“Noi siamo contrari alla sfiducia al ministro Lamorgese” ha messo in chiaro il coordinatore nazionale azzurro Antonio Tajani. Anche la ministra per il Sud Mara Carfagna esprime “solidarietà” alla responsabile degli Interni per gli attacchi subiti. E, in un’intervista a La Stampa, si dice convinta che la maggioranza del Paese non capirebbe “un nuovo gioco allo sfascio e punirebbe duramente i responsabili”. Sempre lei, inoltre, dopo la smentita sull’arrivo del presidente del Coni Giovanni Malagò alla guida di Fi, tranquillizza i moderati azzurri sul rischio di una annessione alla Lega: “Silvio Berlusconi con gli ultimi incontri ha fatto chiarezza rispetto a chi immaginava un blitz estivo, che infatti non c’è stato”. Matteo Salvini alza gli occhi al cielo: “porto pazienza, l’unità del centrodestra è più importante di una infelice intervista”. Nonostante la feroce competizione in corso tra la Lega e il partito di Giorgia Meloni, è quindi da Fratelli d’Italia che arriva il sostegno alla campagna denigratoria contro il ministro degli Interni. “Il fallimento del ministro Lamorgese non può più essere giustificato” attacca infatti il capogruppo di FdI alla Camera Francesco Lollobrigida, mentre il deputato della Lega Eugenio Zoffili, Presidente del Comitato Schengen, annuncia di voler convocare il ministro in Parlamento.

Ma è sul fronte caldissimo dell’Afghanistan che Giorgia Meloni si intesta l’iniziativa politica più eclatante: la leader di FdI ha infatti incontrato a Roma il primo ministro ungherese Viktor Orbán. Un faccia a faccia in cui è stata stigmatizzata la “disastrosa gestione Biden” e, ha riferito Meloni, invocata la necessità di “coinvolgere i paesi confinanti nell’accoglienza dei profughi senza gravare ulteriormente sull’Europa”.

Intanto, nonostante l’incontro tra i leader di Fi e Lega, continuano le frizioni dentro il centrodestra. E fioccano i distinguo. Se Giancarlo Giorgetti indica Mario Draghi come “una delle persone più indicate” per il Colle, Antonio Tajani rilancia la candidatura di Berlusconi: “Ha le carte in regole per farlo”. A decidere cosa farà Draghi “può essere solo Mario Draghi. “Non posso dare giudizi” si limita a commentare invece Salvini” che resta vago e sposta l’attenzione sul Pd: “Letta ha avuto un pessimo gusto a dire a Draghi di restare fino al 2023 per lasciare spazio a troppi aspiranti Presidenti dem.

Insomma Salvini tiene aperta la porta a Berlusconi, loda le sue capacità di contatto a livello internazionale (un “esempio” per chi “era in spiaggia mentre i talebani invadevano Kabul”) e rilancia l’agenda per il centrodestra unito. Ci sono le amministrative (“non finirà 5 a zero”) e poi c’è un programma da condividere per traghettare la fine della legislatura: il taglio delle tasse, il rinvio delle cartelle, il ripristino di quota Cento. Da finanziare con le risorse derivanti dall’abolizione del reddito di cittadinanza, proposta che in manovra porterà, assicura Salvini, la sua prima firma. La Lega intanto annuncia che sarà Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia che nelle scorse settimane era nell’elenco dei papabili per la corsa diretta a Palazzo Marino, la sua capolista a Milano. 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia