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Simona sbranata a 20 anni da un branco di cani randagi: la gita con gli amici finita nell’orrore

DiRed Viper News Manager

Ago 27, 2021

Era assieme ad un gruppo di amici nelle vicinanze di un’area picnic in località Monte Fiorino nel territorio del comune di Satriano (Catanzaro), quando è stata attaccata da un branco di cani randagi. È morta così nel pomeriggio di giovedì Simona Cavallaro, 20enne del posto, azzannata in punti vitali dagli animali, almeno una decina.

Un decesso che ha provocato paura e rabbia nella comunità di Satriano e a Soverato, dove Simona vive con la famiglia A raccontare cosa è successo ai carabinieri è stato il ragazzo che era in compagnia di Simona quando è avvenuto l’attacco dei cani. Ancora sotto shock, il giovane ha spiegato che dopo essere stati in compagnia di amici nei boschi del Monte Fiorino, i due si erano staccati per addentrarsi in altre zone: lì il branco di cani li ha circondati.

Il ragazzo è riuscito a fuggire, rifugiandosi in un rudere non distante. Sorte peggiore invece l’ha avuta Simona: la 20enne è stata aggredita e azzannata dal branco. Il giovane ha spiegato a carabinieri e inquirenti che solo quando ha raggiunto il casolare si è accorto che Simona non l’aveva seguito: a quel punto ha dato l’allarme chiamando i carabinieri, che giunti sul posto hanno trovato la 20enne priva di vita.

Questa mattina uno degli animali, ancora sporco del sangue appartenente probabilmente a Simona, è stato catturato e affidato a un canile. L’inchiesta affidata dalla Procura di Catanzaro ai carabinieri della Compagnia di Soverato dovrà fare luce sulle eventuali responsabilità dell’accaduto. Secondo quanto riferisce l’Agi, i carabinieri ritengono che i cani, una decina tra maremmani e meticci, fossero a guardia di un gregge di capre, di cui si sta tentando di individuare il proprietario.

LE POLEMICHE– La morte di Simona ha innescato anche polemiche. Il presidente della Regione Calabria, al voto a ottobre, ha definito la vicenda “una tragedia immane che poteva e doveva essere evitata”. Per l’esponente leghista “non si può morire in questo modo, a vent’anni. Mi auguro che gli inquirenti, che hanno già avviato le indagini, facciano luce al più presto su quanto accaduto e riescano a individuare gli eventuali responsabili. A nome di tutta la Giunta regionale, mi unisco allo straziante dolore della famiglia di Simona ed esprimo il più sentito cordoglio – conclude Spirlì – a tutta la comunità di Soverato, sotto choc per un evento incomprensibile, inaccettabile”.

Le parole di Spirlì hanno però provocato la reazione dell’Enpa, l’Ente Nazionale Protezione Animali, che tramite il suo presidente nazionale Carla Rocchi accusa proprio il governatore, definito “l’unica persona che non ha diritto di parola”. Spirlì che “dimenticando le responsabilità sue e dei suoi predecessori in materia di prevenzione del randagismo e di sanità veterinaria, oggi si dichiara sgomento”, mentre dovrebbe spiegare alla magistratura “perché la Calabria è interessata da un randagismo senza controllo”.

L’articolo Simona sbranata a 20 anni da un branco di cani randagi: la gita con gli amici finita nell’orrore proviene da Il Riformista.