• Ven. Ott 22nd, 2021

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Il pasto gratis dei no-vax

Una delle frasi più famose di tutta la storia del pensiero economico, attribuita a Milton Friedman, è quella che dice che non esistono pasti gratis. Ciò che la formula vuol dire, ovviamente, non è che le persone non riescano a mangiare gratis. Il suo significato è che ogni volta che una persona mangia gratis, qualcun’ altro, consapevole o meno, gli sta pagando il pranzo. La formula ha un significato che trascende il campo economico e rimanda a tutte quelle situazioni in cui uno o più individui sfruttano in modo opportunistico i vantaggi della cooperazione sociale senza pagarne i costi. È il caso ad esempio dei no-vax, i quali godono del privilegio di non vaccinarsi alle spalle di tutti coloro che lo fanno. Il loro è un illegittimo pasto gratis alle spalle della comunità.

I no-vax giustificano il loro diritto al pasto gratis con un argomento specioso: sostengono che i vaccini non sono stati perfettamente testati e non sono perfettamente sicuri. Su questo essi hanno in parte ragione: una frazione minuscola di persone è morta dopo aver ricevuto il vaccino, altre hanno subito effetti secondari pesanti, e nessuno sa quali potranno essere eventuali effetti secondari in futuro. Ma questo vale però per ogni cura: non c’è certezza riguardo agli effetti secondari delle cure oncologiche, un’operazione di routine può diventare letale, un’anestesia portare alla morte. Nella vita, si vorrebbe dire, non c’è certezza di nulla se non della morte, ma questo non ci autorizza all’inazione. Ci chiede, semmai, di prendere un rischio solo laddove i suoi vantaggi appaiono maggiori del danno che proverrebbe dall’inazione. Su questo punto, ovviamente, il modo di pensare dei no-vax è totalmente fallace, in quanto essi tacciono ciò che è certo: quasi 150.000 morti dirette in Italia, e un numero non specificato, forse più alto, di morti indirette per differimento di interventi necessari, indisponibilità di posti letto perché occupati da pazienti covid, chiusura delle strutture ambulatoriali.

I no-vax fingono inoltre di non sapere che milioni di persone si sono vaccinate non per proteggere se stessi ma per proteggere gli altri: quanti milioni di giovani avrebbero potuto scegliere di farsi anche loro un pasto gratis? Perché vaccinarsi quando su di loro incombevano tutti i rischi e nessun beneficio, visto che in caso di infezione l’altissima maggioranza degli under-40 sviluppa forme totalmente asintomatiche della malattia?

La stragrande maggioranza di coloro che si sono vaccinati lo hanno fatto per due ragioni: per proteggere dal virus le persone più fragili, e per permettere all’economia di ripartire e alla società di riaprirsi. I no-vax hanno deciso allora di prendersi il loro pasto gratis: avere tutti i vantaggi di una società riaperta in cui possono di nuovo andare al ristorante, tornare al lavoro, fare vacanze, prendere i mezzi pubblici, senza pagare quel modesto ticket sociale che è la vaccinazione.

A quasi due anni dall’inizio della pandemia, con milioni di morti e l’evidenza scientifica che i vaccini funzionano e che i loro effetti collaterali sono ridottissimi, la legittimità di questo pasto gratis deve essere chiamata in causa. I no-vax si sono già presi quel grande privilegio che consiste nel mandare avanti gli altri: lasciamo che altri si prendano il rischio e vediamo che gli succede. Questo bellissimo pasto gratis l’hanno mangiato per oltre due mesi, da quando le vaccinazioni sono entrate nella loro fase più intensiva e sono state aperte a tutti indipendentemente da vincoli di età.

In una società liberale ciascuno ha diritto a difendere le proprie scelte, nessuno ha diritto ad un pasto gratis alle spalle degli altri. La vaccinazione dovrebbe tornare ad essere obbligatoria non solo per quelle categorie sociali che esercitano funzioni di utilità pubblica, ma per tutti.

C’è una differenza fondamentale tra la società aperta di cui parlava Karl Popper, e che protegge l’autonomia e lo spazio di libertà privata di ciascuno dall’intrusione arbitraria dello stato e degli altri, e la società del pasto gratis in cui una interpretazione distorta della libertà personale diventa una scusa per far pagare al resto della società il prezzo delle proprie scelte e dei propri privilegi.
Se in economia non ci possono essere pasti gratis, in politica non ci devono essere: vivere in società significa accollarsi alcuni minimi costi perché solo in questo modo è possibile proteggere i beni pubblici di cui godiamo tutti: la qualità dell’aria, la bellezza dei luoghi, la salute pubblica.

Così come è odioso il comportamento di colui che getta a terra una carta in un parco pubblico confidando nel fatto che qualcuno dopo di lui passerà a raccoglierla, allo stesso modo è odioso il comportamento di colui che sceglie di non vaccinarsi perché scommette sul fatto che tanto lo faranno gli altri, e questo gli permetterà di ricominciare a godere dei benefici della vita sociale.
Sono pasti gratis che non ci possiamo più permettere.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia