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Roma spinge sul G20 con Russia-Cina, arriva Lavrov

VIENNA, AUSTRIA - AUGUST 25, 2021: Russia's Foreign Minister Sergei Lavrov looks on during talks with Austria's Foreign Minister Alexander Schallenberg at the offices of the Ministry of Foreign Affairs of Austria. Russian Foreign Ministry/TASS (Photo by Russian Foreign Ministry\TASS via Getty Images)

Il G20 straordinario sull’Afghanistan con il coinvolgimento di Cina e Russia, ma anche di Paesi come Arabia Saudita, Turchia e India, su una crisi internazionale che rischia di aggravarsi ulteriormente. L’obiettivo del premier Mario Draghi e del governo italiano, alla luce dell’attentato all’aeroporto di Kabul, non cambia e anzi diventa forse ancor più prioritario.

L’attenzione di Palazzo Chigi sulla crisi afghana cresce ulteriormente dopo gli attentati del pomeriggio. Draghi nelle prossime ore avrà un faccia a faccia a Palazzo Chigi con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e, successivamente, un probabile colloquio telefonico con il presidente cinese Xi Jinping. L’Italia, complice la presidenza del G20, non vuole mollare la presa sul dossier. Prepara, con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, un piano ad hoc per il popolo afghano e apre ad ulteriori evacuazioni anche oltre il 31 agosto.

Ma la posizione del numero uno della Casa Bianca, dopo il duplice attacco terrorista all’aeroporto di Kabul, rischia di complicare il piano di Draghi. Una posizione che, con l’aumentare del pressing anche interno nei confronti di Biden, potrebbe irrigidirsi di fronte ad un G20 straordinario che rischierebbe di vedere Washington sotto processo di Mosca e Pechino. Per l’Italia, tuttavia, è cruciale un approccio multilaterale, sia nel negoziato con i talebani sia nella gestione dei flussi migratori, dove il rischio è di vedere, ancora una volta, un’Unione Europea in ordine sparso.

“L’Italia ritiene che sia cruciale invitare la Russia ad affrontare le crisi globali e regionali”, sottolinea Di Maio, che vedrà Lavrov subito dopo Draghi. Per l’organizzazione del G20, tuttavia, ci sono anche dei nodi di agenda: da quelli legati al Covid al rischio di una sovrapposizione con l’assemblea generale dell’Onu prevista nella seconda metà di settembre. Al momento, l’unica data da cerchiare con il rosso è quella (ufficiosa) del G20 ‘ordinario’: il 30 ottobre.
Ma Roma, nel frattempo, si muove. Nel primo Consiglio dei ministri dopo la pausa estiva Di Maio e Guerini tengono un’ampia informativa sulla crisi afghana. E anche Draghi si sofferma sulla crisi spiegando la massima allerta del governo sul dossier. Il titolare della Farnesina annuncia invece che è in dirittura di arrivo un “piano italiano per il popolo afghano”.

L’obiettivo è duplice: non abbandonare la popolazione al termine della fase dell’emergenza e mantenere, per l’Italia, un ruolo da protagonista sulla crisi. Il piano si sviluppa in 5 filoni e, per la sua gestione, sarà prevista una cabina di regia interministeriale ad hoc e saranno coinvolti anche gli enti locali.
Oltre alla possibilità di allungare il periodo per le evacuazioni oltre il 31 agosto, il piano prevede iniziative per i diritti umani – con particolare attenzione alle donne – ma anche progetti per la formazione dei giovani afghani in arrivo in Italia. A completare il tutto le iniziative umanitarie e della cooperazione allo sviluppo e quelle politico-diplomatiche.

“Dobbiamo avere l’obiettivo di garantire un ruolo internazionale di primo piano per l’Italia sul dossier afghano”, sottolinea Di Maio ai suoi colleghi in Cdm.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia