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La musica sarà di nuovo vietata in Afghanistan: l’annuncio dei talebani

KABUL, AFGHANISTAN - AUGUST 26: Flags of Taliban distributed to people near the evacuated US Embassy in Kabul, Afghanistan, on August 26, 2021. (Photo by Haroon Sabawoon/Anadolu Agency via Getty Images)

La musica in pubblico sarà di nuovo vietata in Afghanistan. Lo annuncia il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid. “La musica è proibita nell’Islam – ha detto in un’intervista al New York Times – ma speriamo di poter persuadere le persone a non fare queste cose, invece di fare pressioni”. Sotto il governo dei talebani negli anni ’90, ricorda la Bbc, musica, televisione e cinema erano severamente vietati e infrangere le regole era molto pericoloso.

Sotto il dominio dei talebani, le donne afghane non saranno costrette, come in passato, a coprirsi il volto e a restare chiuse in casa. Potranno recarsi a scuola o in ufficio senza un ‘mahram’, o accompagnatore maschile. Zabihullah Mujahid ha spiegato al giornale americano: “Se vanno a scuola, a lavoro, all’università o all’ospedale, non hanno bisogno di un mahram”. Dovranno però essere accompagnate per viaggi di durata superiore ai due giorni. Da qualche giorno è stato inoltre imposto lo stop alle classi miste all’Università.

 

Un riferimento poi alle evacuazioni: Mujahid ha espresso irritazione nei confronti degli sforzi dei Paesi occidentali per evacuare cittadini afghani. “Non dovrebbero interferire con il nostro Paese e portare via le nostre risorse umane”. “Medici, professori e altre persone di cui abbiamo bisogno qui in America potrebbero diventare lavapiatti o cuochi, è disumano”. Mujahid ha poi smentito che i talebani stiano cercando gli ex interpreti o altre persone che avevano lavorato per le missioni diplomatiche occidentali e ha sostenuto che questi soggetti saranno sicuri nel loro Paese.

I talebani – sostiene ancora il portavoce – sperano di costruire relazioni positive con la comunità internazionale e cooperare in settori come la lotta al terrorismo, lo sradicamento delle coltivazioni di oppio e la riduzione dei flussi di rifugiati diretti verso l’Occidente. 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia