• Dom. Ott 24th, 2021

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Joe Biden a picco nei sondaggi, ma non è per l’Afghanistan

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è calato nella popolarità. Per la prima volta da quando è entrato in carica, c’è una percentuale maggiore di persone (il 49%) che disapprova il lavoro che sta svolgendo, rispetto alla percentuale che invece lo approva (il 48%). Facile attribuire la colpa alla gestione della crisi afghana, ma i sondaggi non dimostrano questo. O perlomeno non solo. Il calo nei consensi del presidente Usa dipende soprattutto dalla gestione della pandemia e dalle sue conseguenze sull’economia.

Secondo un sondaggio realizzato dalla Nbc e riportato dal The Atlantic, ad aprile il 69% degli americani approvava la gestione della pandemia da parte di Biden. Ad agosto la percentuale è scesa al 53%, ben 16 punti in meno. Una discesa simile è avvenuta nell’ambito dell’economia. Ad aprile il 52% sosteneva il lavoro di Biden, ad agosto invece il 47%. Un dato colpisce, in particolare. Secondo il sondaggio, da aprile ad agosto, la percentuale di persone che ha affermato che il peggio della pandemia è alle spalle è crollata di 24 punti (dal 61 percento al 37 percento).

La tendenza è stata confermata anche dal sondaggio di Leger, realizzato dal The Atlantic, che ha registrato un calo ancora più drammatico, dal 60% all’inizio di luglio a solo il 32% circa cinque settimane dopo. “Il modo migliore per capire questo sondaggio è dimenticare l’Afghanistan. È la tempesta domestica, l’onda delta del Covid, che sta causando più difficoltà in questa fase al presidente Biden” spiega il sondaggista democratico Jeff Horwitt di Hart Research Associates, che con il repubblicano Bill McInturff ha condotto l’indagine di Nbc. 

Il sondaggio della Nbc

Non è da sottovalutare il periodo in cui è stato realizzato il sondaggio di Nbc, ovvero tra il 14 e il 17 agosto, nei giorni del culmine della crisi in Afghanistan, prima, durante e dopo la caduta di Kabul. Proprio durante uno dei momenti di maggior difficoltà in politica estera degli Stati Uniti, dunque, gli americani hanno comunque espresso preoccupazione per la pandemia e per le sorti del loro Paese. Nel sondaggio della Nbc si è chiesto agli intervistati quale considerassero la questione più importante per gli Stati Uniti. Ebbene, la gestione della pandemia da covid-19 è stata la prima scelta, mentre l’Afghanistan non compare nemmeno nell’elenco. Ed è pur vero che, secondo il sondaggio, solo un quarto degli intervistati ha approvato la gestione della crisi in Afghanistan da parte di Biden. Ma l’opinione pubblica, secondo diversi sondaggi più recenti, sostiene la decisione del presidente di ritirare le forze americane. Dal sondaggio Nbc è emerso che il 61% crede che non sia valsa la pena di intraprendere una guerra nel paese, mentre il 29% sostiene che la guerra sia servita. Sono numeri praticamente identici a quando è stata posta la stessa domanda l’ultima volta, ovvero nel 2014. 

È abbastanza scontato che nel calo del consenso di Biden abbia un ruolo anche la sua gestione della crisi afghana e in particolare la decisione di ritirare in fretta e furia le truppe americane dal Paese. Il presidente degli Stati Uniti è stato abbandonato da tutti i media, che da due settimane scrivono articoli ed editoriali contro il presidente e trasmettono le scene disperate all’aeroporto di Kabul. “Il ritiro afghano è uno dei più tristi fallimenti americani degli ultimi decenni e le responsabilità del presidente Joe Biden sono schiaccianti e inappellabili”. Queste alcune delle parole contenute in un impietoso editoriale uscito sul Wall Street Journal che condanna senza mezzi termini la gestione del capo della Casa Bianca. ”È un caso patologico di tunnel vision?” si chiede invece il giornale progressista Los Angeles Times, alludendo a un “paraocchi” che impedisce a Biden di vedere la realtà. E i due giornali sono solo un piccolo esempio di quella che è una critica generalizzata da ogni parte e che influenza, inevitabilmente, l’opinione pubblica. 

Dai sondaggi emerge però come la figura di Biden stesse calando nei consensi già prima della conquista di Kabul e dell’escalation di violenza da parte dei talebani. A confermarlo è anche Simon Jaworski, il presidente dell’ufficio statunitense di Leger, che conduce regolarmente sondaggi per il giornale. Jaworski ha spiegato al The Atlantic che “il tasso di approvazione nei confronti di Biden emerso nei suoi sondaggi era diminuito significativamente già dal mese prima che i talebani riprendessero il controllo dell’Afghanistan”. Ed è sceso proprio a causa della gestione della pandemia. 

 

A pesare sul cambio d’opinione degli americani la delusione per gli ancora troppi contagi dovuti alla variante Delta e per il grande numero di persone che non vogliono vaccinarsi. Insomma, sul calo di consensi pesa una pandemia che, agli occhi degli americani, sembra non finire mai. “Gli elettori hanno scelto Biden soprattutto per arrivare a controllare la pandemia e per creare una leadership stabile che possa guidare il paese verso un ritorno alla normalità. Ma la diffusione della variante Delta, nonostante una campagna di vaccinazioni di massa, ha mostrato i limiti della sua capacità di controllare il virus” scrive il The Atlantic. Lo scorso 19 agosto gli Stati Uniti hanno registrato oltre mille morti di Covid in un solo giorno, mai così tanti dal mese di aprile. La variante Delta preoccupa sempre di più. I casi di ospedalizzazione nel Paese hanno superato per la prima volta da gennaio la soglia dei 100.000, come riporta il Washington Post. A preoccupare in particolare la Florida dove i casi di contagio e i decessi sono tornati a livelli record, con le ospedalizzazioni, riporta il New York Times, triplicate nell’ultimo mese. Sono oltre il 70% le persone completamente immunizzate con i vaccini, ma sono ancora milioni gli americani che spinti dallo scetticismo e dalla disinformazione hanno rifiutato le vaccinazioni.

Preoccupato dalla situazione il presidente Biden è intervenuto in un discorso dopo l’approvazione dell’Fda al vaccino Pfizer e BioNTech. “Con il vaccino avete gli strumenti per mettere in sicurezza i vostri figli e questo strumento è disponibile, fate in modo che i vostri figli se possono essere vaccinati si vaccinino – ha detto il presidente Usa – La pandemia è una tragedia che può essere prevenuta con il vaccino”. Biden ha sottolineato la pericolosità della variante Delta, che “sta causando una pandemia tra i non vaccinati”.

Secondo il New York Times Biden in questo momento è attaccato da esperti, colleghi democratici e opinione pubblica perché aveva promesso che gli Stati Uniti sarebbero diventati “l’arsenale mondiale dei vaccini” e ora si trova a “non saper mantenere la sua promessa”. Come riporta il giornale “il Congresso ha stanziato 16 miliardi di dollari per aumentare le contromisure contro il Covid-19, ma l’amministrazione ha speso meno dell′1% di questo denaro per espandere la produzione di vaccini”. I funzionari della Casa Bianca affermano che tutto il denaro è stato stanziato come previsto, inclusi 10 miliardi di dollari per “materie prime per vaccini, vaccini, altre capacità produttive e l’espansione della base industriale”. Ma, fa sapere il New York Times, “non hanno risposto alle ripetute domande sul modo in cui il denaro è stato effettivamente speso”. A partire dal 20 settembre il Paese comincerà a distribuire ad ampio raggio le terze dosi di vaccino anti Covid. Gli esperti però sono preoccupati per un altro picco stagionale alla fine dell’anno. Anche le parole del principale consigliere medico della Casa Bianca Anthony Fauci contribuiscono a far diminuire le speranze del popolo americano sulla fine della pandemia. Lo scorso 23 agosto Fauci ha rivelato a NPR che “gli Stati Uniti potrebbero non essere in grado di tenere sotto controllo il virus almeno fino all’autunno del 2022”. E saranno in grado di controllarlo in quel periodo, “solo se la schiacciante maggioranza degli americani sarà vaccinata”. A poco è servita la precisazione di Fauci che ha detto poco dopo di “aver confuso il prossimo l’autunno con la prossima primavera”. Ogni dichiarazione sulla pandemia aumenta lo spauracchio dell’opinione pubblica. “Il danno è già stato fatto” scrive il The Atlantic. 

La prossima primavera sarà sicuramente migliore del prossimo autunno, ma entrambi gli scenari sono negativi per Biden. Il presidente Usa si trova nel bel mezzo di un calo dei consensi che dipende proprio dalla gestione della pandemia, che era stato uno degli argomenti di punta della sua campagna elettorale. Inoltre i democratici rischiano perdere la loro esigua maggioranza al Congresso nelle elezioni di medio termine del 2022, grazie al vantaggio dei repubblicani. Uno svantaggio storico per il partito al potere. Da Biden il popolo democratico si aspettava soprattutto la riconferma al mid term, per soffocare sul nascere il revanchismo di Donald Trump. Riconferma che però ora appare non scontata.

Il presidente Usa ha scelto di porre fine alla guerra in Afghanistan consapevole che tale decisione avrebbe creato un grande caos, soprattutto mediatico. Caos che però, secondo analisti politici e la stessa casa Bianca sarà a breve termine. “La Casa Bianca ritiene che l’attenzione del pubblico sia fugace e che le immagini della carneficina presto lasceranno il posto ad altri titoli” si legge sul The Atlantic. Il problema è che, anche una volta superati quei titoli, si tornerà a parlare di pandemia. E allora sì, per il presidente Usa, saranno guai. Per informazioni, chiedere a Donald Trump.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia