• Ven. Ott 22nd, 2021

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Haven, sopravvissuta alle bombe del padre, è la stella del nuoto Usa

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È sopravvissuta all’esplosione di due bombe all’età di 14 mesi. Il padre ha ucciso se stesso e la moglie, ma non è riuscito ad uccidere lei, che ora corre per conquistare la medaglia alle Paralimpiadi in corso a Tokyo. Haven Shepherd, oggi diciottenne, potrebbe diventare la prossima stella del nuoto Usa, categoria per la quale concorre senza le parti inferiori delle gambe, amputate sotto le ginocchia. Anche se la sua vittoria, nella vita, Haven l’ha già ottenuta, facendosi beffa di un destino che sembrava segnato.

Nata in Vietnam il 10 marzo 2003, ha rischiato di essere uccisa nell’“attentato” ordito da suo padre. Il genitore, una volta svelata la sua storia extraconiugale, pur di non perdere moglie e figlia aveva deciso di farla finita, insieme alla famiglia. Ha preso due bombe a mano, ha legato il proprio corpo a quello della moglie e della figlia e si è fatto esplodere. I genitori sono morti, la piccola, invece, ha resistito, seppur mutilata. 

I nonni per anni le hanno raccontato una diversa versione della storia, più soft e romanzata: dal momento che i genitori erano molto poveri, non potevano sposarsi e così il padre decise per quell’epilogo drammatico. Solo nel tempo Haven ha scoperto la verità. Per le ingenti cure di cui aveva bisogno, i nonni non potevano mantenerla e così nel 2004 fu data in adozione a Shelly e Rob Shepherd, americani del Missouri. La seconda vita è iniziata lì, in una famiglia che contava già sei figli. La settima, Haven, è cresciuta, ed è stata curata spiritualmente e fisicamente. E lì nel Missouri ha iniziato a nuotare. Fino a diventare una rappresentante del Team Usa alle Olimpiadi di Tokyo.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia