• Mar. Ott 26th, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

Doppio attacco bomba all’aeroporto di Kabul: almeno 60 vittime, anche 10 soldati Usa

A sinistra la folla davanti all'aeroporto, a destra le prime immagini dopo l'attacco, pubblicate su Twitter dall'emittente afghana Tolo News

Erano ore che dai Paesi occidentali, Italia compresa, arrivava l’allarme per un possibile attentato all’aeroporto di Kabul, dove migliaia di persone – 10mila, dicono i media internazionale – erano ammassate nella speranza di poter salire sugli ultimi voli per l’evacuazione. E l’attacco purtroppo è arrivato nel pomeriggio, prima un’esplosione, poi ancora un’altra: “Possiamo confermare un’esplosione fuori dall’aeroporto di Kabul. Al momento non c’è chiarezza sulle vittime, forniremo ulteriori dettagli quando possiamo”, ha scritto su Twitter il portavoce del Pentagono dopo la prima esplosione, John Kirby. “Il bilancio delle vittime non è chiaro al momento”, ha aggiunto, “forniremo ulteriori dettagli quando potremo”. In un secondo momento il Pentagono ha parlato di un “attacco complesso”.

L’esplosione avvenuta all’esterno dell’aeroporto di Kabul è dovuta a un “attacco suicida” e ha causato “numerose vittime”. I talebani, citati da Reuters, parlavano di almeno 13 morti, tra cui anche bambini, e decine di feriti. Ma per il Wall Street Journal i morti sono molti di più, almeno sessanta, e i feriti 120, dei quali la maggior parte in gravi condizioni.

Tra le vittime anche dieci soldati americani. L’ospedale di Emergency a Kabul sta curando una sessantina di persone ferite durante l’attacco.

Cospe, un’ong che ha operato per anni in Afghanistan, ha riportato la testimonianza di un’attivista: “Ci sono molti morti vicino a me e il canale è diventato color sangue. Questo ci racconta l’ultima delle ragazze che avrebbe dovuto entrare con il nostro gruppo e che purtroppo è rimasta fuori dal gate dell’aeroporto di Kabul durante l’esplosione suicida avvenuta intorno alle 18.30, orario afghano”. 

In serata c’è stata una terza deflagrazione avvenuta nei pressi dell’aeroporto di Kabul, dovuta a un ordigno esploso al passaggio di un veicolo con a bordo alcuni talebani, secondo Rossiya 24. L’attentato sarebbe avvenuto a circa 7 chilometri dall’aeroporto.

Quanto alla matrice del duplice attentato pomeridiano, già nei minuti successivi emergeva un’ipotesi molto forte. La Gran Bretagna aveva dichiarato che era “altamente probabile” che fosse stato compiuto dall’Isis-K. E nel tardo pomeriggio è arrivata la conferma: la fazione attiva in Afghanistan dell’Isis, nota come Isis Khorasan, ha rivendicato la paternità degli attentati presso l’aeroporto di Kabul secondo quanto riportano i media locali. La rivendicazione è ritenuta credibile, secondo fonti americane, anche dai funzionari dell’intelligence americana. Talebani e Isis-k sono in guerra da tempo e i talebani hanno indicato in varie occasioni di voler tenere il gruppo lontano dalle aree sotto suo controllo.

I talebani hanno preso le distanze dall’Isis. Un giornalista di Kabul ha tradotto e diffuso una loro dichiarazione, in cui si legge che gli americani erano stati informati di un possibile attacco dell’Isis all’aeroporto di Kabul: “I talebani, impegnati con la comunità internazionale, non permetteranno ai terroristi di usare l’Afghanistan come base per le loro operazioni. I talebani hanno avvertito le truppe americane di possibili gruppi terroristici come l’Isis”.

Dalla Difesa fanno sapere che non ci sono italiani coinvolti: “La deflagrazione è avvenuta in un’area distante da dove stanno operando i militari italiani per le ultime fasi dell’operazione Aquila per l’ evacuazione dei cittadini afghani”, si legge in una nota.

Prima dell’esplosione davanti allo scalo c’erano 10mila persone che speravano di poter entrare. L’attentato sarebbe stato causato da un kamikaze. Secondo Sky News.Uk, l’esplosione è avvenuta vicino al Baron Hotel, dove alloggiano truppe e giornalisti britannici a Kabul. All’esplosione si è aggiunta una sparatoria. Dopo che un kamikaze si è fatto esplodere, un secondo terrorista ha cominciato a sparare sulla folla. lo ha scritto su twitter il giornalista afghano Bilal Sarwary, che ha già lasciato il paese ma ha sentito fonti sul posto.

 

Dopo la prima esplosione ce ne sarebbe stata una seconda, vicino all’hotel degli americani. Il ministero della difesa turco, citato dalla Reuters, ha fatto riferimento a due esplosioni. La circostanza è stata confermata anche da fonti britanniche citate dal Guardian.

Da ieri si susseguivano allerte dei Paesi occidentali di un possibile attaco da parte del ramo afghano dell’Isis. “La minaccia è credibile, è imminente, è letale”, aveva detto il sottosegretario britannico alle Forze armate, James Heappey, parlando questa mattina di un attacco che sarebbe potuto avvenire ad ore. Come, in effetti, è accaduto.

Anche l’Italia aveva espresso timori per un imminente attacco a Kabul.

 

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, è stato aggiornato riguardo all’esplosione avvenuta all’aeroporto di Kabul pochi minuti fa. Lo ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca. 

 Gli americani continuano a invitare le persone ad allontanarsi dall’aeroporto.  “Lasciate immediatamente gli ingressi dell’aeroporto”: è l’appello lanciato dall’ambasciata Usa a Kabul con l’appello ad evitare l’area.

Anche l’ambasciatore francese in Afghanistan, David Martinon, ha scritto su Twitter che c’è il rischio di una “nuova esplosione” all’aeroporto di Kabul chiedendo agli afghani che si trovano vicino ai cancelli di allontanarsi e “cercare un riparo”.

Fotografie e video dalla zona dell’attentato presso l’aeroporto di Kabul – rilanciate da Al Arabiya e Tolo News – mostrano persone ferite, coperte di sangue, e ambulanze che li caricano. In altre foto i feriti vengono trasportati su delle carriole.

“L’Emirato Islamico condanna fermamente gli attentati contro i civili all’aeroporto di Kabul, avvenuti in una zona dove la sicurezza è nelle mani delle forze statunitensi”. Lo afferma in un tweet il portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid. Il portavoce aggiunge che i Talebani “stanno prestando molta attenzione alla sicurezza e alla protezione della loro gente” e che i nemici saranno fermati. 

 

Verso la fine delle evacuazioni

I Paesi europei stanno uno a uno annunciando la fine delle operazioni di evacuazione. Belgio, Olanda e Danimarca hanno annunciato lo stop ai voli perché “non è più sicuro volare verso e da Kabul”. Polonia e Repubblica Ceca hanno terminato le operazioni La Francia finirà venerdì, la Germania ha ultimato le evacuazioni oggi con il decollo degli ultimi tre voli. Stesso discorso per l’Ungheria: i militari di Budapest hanno evacuato dall’Afghanistan tutti i cittadini ungheresi di cui il ministero della Difesa era a conoscenza, ha fatto sapere il ministro, Tibor Benko; e ha annunciato che 540 persone, tra cui 57 famiglie afghane compresi 180 bambini, sono partiti da Kabul. L’esercito ungherese ha evacuato l′87% degli afghani che hanno collaborato col governo di Budapest dal 2003.

Quanto all’Italia, è salito a oltre 4.400 il numero di afghani evacuati dal Paese asiatico dall’inizio dell’operazione Aquila. Ieri sono state 1.085 le persone trasferite da Kabul a bordo dei C130J dell’Aeronautica militare italiana e atterrati a Fiumicino, con 2 velivoli KC767, due Boeing 737 e un C17. Il totale di evacuati è pari a 4.466, e finora sono stati 63 i voli effettuati lungo la rotta Kabul-Kuwait e dall’Emirato verso l’Italia. Dal giugno scorso, quando con l’operazione Aquila 1 furono portati nel nostro Paese 228 afghani, tra collaboratori del contingente e loro familiari, sono 3.959 (di cui 921 donne e 1.004 bambini) gli afghani già giunti in Italia negli ultimi 11 giorni e circa 400 quelli al momento all’interno dell’aeroporto di Kabul in attesa di partire. Questa mattina è atterrato un volo con 200 persone e altri due ne sono attesi in giornata.

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha condannato “il barbaro attacco” terroristico di oggi all’aeroporto di Kabul, ma ha aggiunto che l’evacuazione di stranieri e locali dall’Afghanistan da parte del contingente militare di Londra proseguirà comunque nei prossimi giorni. Johnson lo ha sottolineato dopo una riunione del comitato di emergenza Cobra a Downing Street. Il Regno Unito intende completare il ritiro dei suoi militari dal Paese entro il 31 agosto, in contemporanea con il disimpegno finale concordato dagli Usa con i talebani.

 

 

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia