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Attentato di Kabul, i chirurghi di Emergency: “Arrivano straziati da proiettili o da schegge”

EDITORS NOTE: Graphic content / Medical and hospital staff bring an injured man on a stretcher for treatment after two powerful explosions, which killed at least six people, outside the airport in Kabul on August 26, 2021. (Photo by Wakil KOHSAR / AFP) (Photo by WAKIL KOHSAR/AFP via Getty Images)

“Uomini e donne straziati da proiettili o da schegge in grado di lacerarne il corpo stanno arrivando in condizioni disperate presso il nostro centro chirurgico per vittime di guerra”, questa la drammatica testimonianza da Kabul dei chirurghi di Emergency come Ornella Spagnolello, siciliana di Carlentini, 32 anni. Da maggio nell’ospedale deputato ad accogliere esclusivamente feriti con armi da guerra, costruito sotto l’egida di Gino Strada .

″È una corsa contro il tempo per aiutare i casi più gravi”, aggiungono dal centro chirurgico dove sono arrivati sessanta feriti e sei morti. “Fra i feriti non mancano i bambini, rimasti vittime dello spietato attacco all’aeroporto”. Sgomento fra gli operatori sanitari. “In tanti temevano un attacco, ma nessuno si aspettava che sarebbe stato così violento e organizzato”. 

Il doppio attentato terroristico ha avuto luogo nei pressi dell’aeroporto della capitale. Il bilancio è ancora incerto, i talebani che hanno condannato l’attacco, probabilmente a opera dell’Isis-K, riferiscono di “almeno 13 morti”. Il New York Times almeno di 40.

L’Ospedale di Emergency, costruito nel 2001, ha accolto un numero crescente di pazienti, arrivando a dare aiuto a circa 3000 persone l’anno. L’anno scorso record di interventi, ben 4845. 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia