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Zona gialla, Sicilia già ‘condannata’ da lunedì 30: altre due regioni a rischio

DiRed Viper News Manager

Ago 25, 2021

La scorsa settimana era riuscita ad evitarla ma ora non c’è più scampo. Per la Sicilia scatterà la zona gialla da lunedì 30 agosto. Dopo le sorprese della scorsa settimana si impone l’uso del condizionale, ma ormai sembrano improbabili altri colpi di scena, anche se per il presidente della regione Nello Musumeci la speranza è l’ultima a morire. I numeri risultato del monitoraggio di ieri, martedì 24 luglio, hanno confermato come sia il parametro dell’incidenza, sia il parametro dell’occupazione ospedaliera abbiano superato le soglie prestabilite.

Quello che ormai sembra un verdetto definitivo è arrivato ieri martedì 24, che come il martedì di ogni settimana è il giorno in cui le Regioni trasmettono i propri dati alla cabina di regia nazionale in vista dell’elaborazione che poi viene presentata il venerdì. Il dato essendo trapelato a 24 ore dall’invio ha impedito infatti, come accaduto nelle scorse settimane, di sistemare in qualche modo la pratica aumentando i posti letto disponibili nei reparti di rianimazione degli ospedali siciliani.

Così da lunedì 30 agosto la Sicilia, a scanso di salvataggi in calcio d’angolo, diventerà ufficialmente la prima regione italiana a tornare in zona gialla. A pesare quindi sono i tassi di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e nei reparti ordinari, rispettivamente all’12,1 e al 19,4 per cento, oltre i limiti stabiliti per decreto al 10 e 15 per cento. Anche per il cambio di fascia della regione devono coesistere tre parametri che ad oggi sono ben al di là del limite consentito: 197 casi ogni 100 mila abitanti, a fronte di un limite fissato a 50.

QUALI SONO LE ALTRE REGIONI CHE RISCHIANO – Dati alla mano, l’introduzione di nuove restrizioni per le regioni ritenute fin’ora in bilico, sembra slittare al lunedì successivo, quello del 6 settembre. Osservate speciali sono Sardegna e Calabria. L’isola ha già superato la soglia predefinita per le terapie intensive che si trovano all’11,2 per cento, ma non ancora, anche se per poco, il limite previsto per i ricoveri nei reparti ordinari che è al 14 per cento. Sotto osservazione anche la Calabria che paga un sistema sanitario non all’altezza con terapie intensive occupate al 6 per cento, e i posti letto ordinari al 15 per cento. Si aggiunge infine, secondo l’ultimo monitoraggio dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) l’Umbria i cui numeri crescono al 9 per cento per le terapie intensive e all’8 per i reparti.

COSA CAMBIA IN ZONA GIALLA – Le differenze tra zona bianca e gialla sono piuttosto limitate. Non è infatti prevista la reintroduzione del coprifuoco, né delle limitazioni agli spostamenti all’interno delle regioni o tra le regioni. La vera novità consiste nel ritorno dell’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto e l’addio alle tavolate che gli italiani erano ritornati a riempire d’estate. In zona gialla i ristoranti restano sì aperti, ma anche all’aperto non potranno far accomodare più di quattro persone al tavolo mentre in zona bianca questo limite non esiste e all’interno è di sei commensali.

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