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In Germania c’è stato un forte calo della fiducia delle imprese

DiRed Viper News Manager

Ago 25, 2021

AGI –  In calo per il secondo mese consecutivo l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche ad agosto, appesantito dalle difficoltà sugli approvvigionamenti.

L’indicatore si è attestato a 99,4 punti, contro i 100,7 di luglio (dato rivisto) e contro gli attesi 100,4. Le preoccupazioni crescono soprattutto nei settori dell’ospitalità e del turismo. 

L’indice Ifo, che si basa su un sondaggio di 9.000 aziende e dà un assaggio dell’attività economica, si è deteriorato nuovamente in questo mese. “Le carenze nella fornitura di semilavorati e i timori di un aumento dei contagi da Covid-19 pesano sull’economia”, ha spiegato l’Ifo in una nota. 

Anche se le aziende considerano la situazione attuale migliore, con un indice di 101,4 rispetto al 100,4 di luglio, le prospettive si sono deteriorate significativamente: questa componente che misura le aspettative è crollata dal 101,0 del mese scorso al 97,5 di agosto, contro gli attesi 101,1. 

“I problemi di approvvigionamento nell’industria si stanno dimostrando più persistenti del previsto e stanno pesando sulla produzione nonostante la buona domanda”, ha commentato Fritzi Köhler-Geib, economista della banca statale Kfw. “Questa situazione sta contrastando la propensione dei consumatori a spendere i loro risparmi”, ha aggiunto.

In dettaglio, l’industria manifatturiera ha sofferto in modo particolare, con l’indicatore delle aspettative al suo livello più basso da novembre 2020. Anche gli indicatori per i settori dei servizi e del commercio sono peggiorati, mentre il sentimento degli affari nel settore delle costruzioni è migliorato. 

“Il calo ha accelerato rispetto al mese precedente”, nota Elmar Völker, analista di Lbbw. La valutazione della situazione attuale rende probabile una “accelerazione” della crescita nel terzo trimestre, nota l’esperto, ma “l’incertezza e la cautela aumentano” per la fine dell’anno.

L’Ifo, seguito da vicino dai mercati, non scendeva da gennaio dopo la flessione di luglio. Ma resta comunque lontano da 75,6, il livello a cui è caduto nell’aprile 2020 al picco della prima ondata della pandemia

 

Articolo proveniente da AGI – Agenzia Giornalistica Italia