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Ecco perché a Roma è stata tolta la possibilità di ospitare l’Eurovision 2021

ROTTERDAM, NETHERLANDS - MAY 23, 2021: Thomas Raggi, Ethan Torchio, Victoria De Angelis and Damiano David (L-R) of the Maneskin rock band representing Italy, the winners of the 2021 Eurovision Song Contest Final, pose with the trophy during a news conference at the Rotterdam Ahoy Arena. Vyacheslav Prokofyev/TASS (Photo by Vyacheslav Prokofyev\TASS via Getty Images)

La vittoria dei Maneskin all’Eurovision Song Contest 2020 non ha solo di fatto lanciato la loro musica a livello globale, ma ha anche regalato all’Italia la possibilità di ospitare la prossima edizione dell’evento. Sono 17 le città che hanno presentato la propria candidatura una volta aperto il bando della RAI, solo cinque rimaste ad oggi in gara: Pesaro, Milano, Torino, Bologna e Rimini. In realtà la selezione spetta alla nostra tv di stato fino ad un certo punto, perché la città che ospita l’Eurovision Song Contest deve proporre una serie di requisiti ben definiti dall’EBU, L’Unione europea di radiodiffusione, organizzazione internazionale che associa diversi operatori pubblici e privati del settore della teleradio diffusione su scala nazionale e che opera i canali Eurovisione ed Euroradio.

Ed è stata proprio la EBU ad escludere ieri Roma dalla cinquina finale, a dispetto dei tweet della sindaca Virginia Raggi già all’indomani della vittoria dei Maneskin: “Roma è la città perfetta per rilanciare la sfida”. A quanto pare no, le location proposte dalla città per ospitare lo show non erano adeguate, a partire dalla prima scelta, il Palazzo dello Sport, scartato probabilmente a causa del soffitto a volta che non permetterebbe l’installazione del grosso impianto luci previsto. Pare che il Comune di Roma, come dichiarato dall’assessora al Turismo e ai Grandi Eventi, Veronica Tasciotti, ci abbia provato in tutti i modi, proponendo il Nuovo Centro Congressi, Cinecittà, dove ospitò la non fortunatissima edizione del 1991, condizionata da ritardi legati a gravi problemi di organizzazione, e la Nuova Fiera di Roma, scartata anche quella per un problema al soffitto, di qualche metro non conforme agli standard richiesti.

Le richieste dell’EBU sono piuttosto chiare: l’Eurovision Song Contest si deve tenere in un luogo vicino ad un aeroporto internazionale, massimo 90 Km; 200 camere d’hotel adiacenti ad una struttura in grado di ospitare comodamente un evento di portata mondiale. Una struttura che sia quindi al coperto, in grado di ospitare tra gli 8 e i 10mila spettatori, nonché tutto il reparto produzione, ospiti, stampa e sicurezza, che sia facilmente accessibile per un’installazione i cui lavori partono ben sei settimane prima dello show. Strutture che deve dunque essere disponibile per un lungo lasso di tempo, fino ad una settimana dopo, tanto è il tempo che ci vuole per liberarla dall’impianto tecnico.

A questo punto non resta che aspettare, la scelta dell’EBU dovrebbe giungere tra la fine di agosto e l’inizio di settembre; al momento l’unica certezza, a parte il nome della cinquina finale, è che chi vincerà il Festival di Sanremo poi, se deciderà di partecipare, non è un obbligo, si giocherà la finale dell’Eurovision Song Contest cantando in casa.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia