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Allarme 007: “Rischio attacco Isis a Kabul”. Impegno Usa a evacuare anche dopo 31/8

Gli 007 americani sono in allerta, c’è una “minaccia molto specifica” di un attacco dell’Isis all’aeroporto di Kabul. L’allarme rimbalza anche tra le cancellerie di Londra e Mosca. Ma Washington si impegna a proseguire le evacuazioni anche dopo la deadline del 31 agosto e assicura che i talebani “stanno collaborando”.

Un funzionario della Difesa statunitense ha riferito alla Cnn che i miliziani dello Stato islamico in Afghanistan intendono attaccare la folla assiepata intorno all’aeroporto nella speranza di essere evacuata e, dalle informazioni raccolte, emergerebbe che i terroristi sarebbero in grado di compiere più di un attentato. Le persone che sono in attesa davanti allo scalo sono, secondo la Bbc, circa 10mila. Secondo i media britannici, il ponte aereo della Raf ha intanto permesso nelle ultime 24 ore la partenza di altre 1200 persone, contro la media di circa mille dei giorni precedenti. Mentre i militari Usa sono stati ieri in grado di trasferire quasi 10.000 individui in un giorno.

Ieri sera, nel confermare la sua decisione di completare il ritiro delle truppe il 31 agosto, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, aveva affermato che “ogni giorno che restiamo sul terreno e un altro giorno nel quale sappiamo che l’Isis sta cercando di colpire l’aeroporto e attaccare sia gli Usa e le forze alleate che i civili innocenti”.

Le evacuazioni di cittadini americani e afghani a rischio non termineranno il 31 agosto, la data fissata per il completamento del ritiro Usa dall’Afghanistan: è la promessa del segretario di Stato americano, Anthony Blinken, che in una conferenza stampa ha spiegato che ci potrebbero essere fino a 1.500 connazionali ancora presenti nel Paese mentre 4.500 sono già stati portati via dal 14 agosto. “I talebani hanno assunto impegni pubblici e privati a permette un passaggio sicuro per gli americani, per gli altri stranieri e per gli afghani a rischio anche oltre il 31 agosto”, ha detto Blinken che ha anche definito “un pericolo concreto” il rischio di un attentato dell’Isis all’aeroporto di Kabul evocato dagli 007 di Washington. “Quello in corso è uno dei ponti aerei più grandi della storia”, ha sottolineato il capo della diplomazia Usa che ha difeso l’impegno della sua Amministrazione di fronte alle critiche internazionali per aver lasciato il Paese in balia dei talebani.

Blinken ha poi spiegato che i Paesi confinanti stanno valutando “se possono avere un ruolo per garantire il funzionamento dell’aeroporto di Kabul quando il contingente americano sarà partito o, se necessario, per riaprirlo se sarà necessario chiuderlo per qualche tempo”. Gli stessi talebani, ha aggiunto, “hanno detto chiaramente che hanno interesse a tenere l’aeroporto in funzione ed è una cosa che vogliamo anche noi e la comunità internazionale”.
“La gente che vuole lasciare l’Afghanistan dopo la partenza dei soldati americani deve poterlo fare. Faremo il possibile perchè ciò avvenga”, ha insistito.
Blinken ha spiegato che dei 6mila americani che volevano lasciare l’Afghanistan 4.500 sono già partiti, ci sono “contatti diretti” con altri 500 e si sta cercando di contattare gli altri mille, “alcuni dei quali potrebbero scegliere di restare”. Come ha poi precisato la portavoce della Casa Bianca, Jean Psaki, “in molti casi si tratta di persone con doppio passaporto, che sono nate e cresciute in Afghanistan o hanno dei progetti da portare avanti”. Quanto alla possibilità che resti una rappresentanza diplomatica Usa in Afghanistan dopo martedì prossimo, il segretario di Stato non si è sbilanciato: “Stiamo studiando diverse opzioni”.

 

Secondo la Cnn, “la preoccupazione è cresciuta dopo che oltre 100 detenuti leali al ramo dell’Isis in Afghanistan sono fuggiti da due prigioni nei pressi di Kabul mentre i talebani avanzavano sulla capitale afghana”. Una fonte dell’antiterrorismo nella regione ha poi riferito all’emittente Usa che alcune centinaia di membri dell’Isis potrebbero essere fuggiti dalle prigioni di Bagram e Pul-e-Charki, a Est della capitale afghana, poco prima dell’arrivo dei talebani, che hanno rapporti ostili con l’organizzazione terrorista.

Si temono in particolare attacchi suicidi contro militari e civili ancora imbrigliati nella ressa all’aeroporto. “C’è un afflusso di potenziali kamikaze in città”, avvertono gli 007 occidentali. Gli Usa, riporta la Cnn, credono che l’Isis-K, una branca dello Stato Islamico nemica giurata dei talebani, voglia creare caos all’aeroporto di Kabul e hanno un flusso di informazioni secondo cui ne hanno la capacità e starebbero pianificando attacchi multipli. Una fonte dell’antiterrorismo nella regione ha riferito all’emittente che alcune centinaia di membri dell’Isis-K potrebbero essere scappate dalle prigioni di Bagram e Pul-e-Charkhi, entrambe a est di Kabul e cadute nelle mani dei talebani poco prima che entrassero nella capitale afghana. Secondo un dirigente del precedente governo afghano c’erano circa 5.000 detenuti nella base di Bagram quando gli Usa l’hanno lasciata in luglio, compresi membri dei talebani, di Al-Qaida e dell’Isis, insieme a criminali comuni. Dirigenti dell’intelligence Usa avevano riferito precedentemente sempre alla Cnn che i membri dell’Isis-K includono “un piccolo numero di veterani jihadisti dalla Siria e altri foreign fighters”, aggiungendo che gli Stati Uniti hanno identificato da 10 a 15 dei loro massimi dirigenti operativi in Afghanistan.

I talebani hanno chiesto assistenza tecnica alla Turchia per gestire l’aeroporto di Kabul, insistendo però sul fatto che anche le truppe di Ankara – come tutte le altre forze straniere – debbano lasciare l’Afghanistan. Come in effetti i soldati di Erdogan hanno iniziato a fare in serata.

“I talebani hanno fatto una richiesta di supporto tecnico per far funzionare l’aeroporto di Kabul”, ha detto una delle fonti, aggiungendo però che la richiesta di ritirare tutte le truppe potrebbe complicare il compito. “Garantire la sicurezza dei lavoratori senza le forze armate turche è un lavoro rischioso”, ha osservato.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia