• Dom. Ott 24th, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

Liste pulite? Ma senza criteri la magistratura deciderà pure i candidati

DiRed Viper News Manager

Ago 24, 2021

Nelle scorse ore il prefetto di Napoli Valentini, con un’esternazione certamente irrituale, ha chiesto alla politica di presentare liste con “candidati integri e trasparenti”, aggiungendo che accanto ai requisiti di legge occorre fare affidamento su “un di più di etica”. Come noto un prefetto rappresenta il governo della Repubblica sul territorio. Come va intesa pertanto una simile esternazione che ha già ricevuto le prime, scontate, rassicurazioni da parte dei candidati sindaci, su cui incombe in gran parte l’onere della presentazione delle liste?

Si tratta forse di un’invasione da parte del governo delle prerogative dei partiti? Di una violazione del primato della politica da parte di un’espressione, sia pure altamente qualificata, dell’amministrazione, a cui spetta solo di applicare la legge? Quelle parole sono, forse, frutto di informative precise che preoccupano la prefettura o, al contrario di un richiamo bonario, frutto di una leale cooperazione tra poteri come ormai accade di frequente in una società dove la comunicazione rappresenta un’espressione fondamentale del modo di agire delle istituzioni? Queste domande probabilmente sono destinate a restare aperte alle valutazioni degli interpreti.

Resta, tuttavia, il fatto che il prefetto torna a porre la questione estremamente delicata delle prerogative della politica stretta tra le ragioni dell’etica pubblica e le previsioni del diritto positivo, che sono pur sempre frutto di scelte politiche che diventano vincolanti. In una precedente riflessione richiamammo puntualmente gli adempimenti di legge in tema di liste “pulite” sottolineando come i codici di condotta che si erano dati i candidati fossero in buona misura ripetitivi di quegli adempimenti, limitandosi al massimo ad anticiparli temporalmente. In ogni caso o prima o dopo le liste saranno pulite, nei limiti in cui la impegnativa legge Severino impone un filtro alle candidature.

Da questo punto di vista sembra sembra doversi escludere che il prefetto voglia sottolineare implicitamente una lacuna della legislazione, che non brilla certo per approccio garantista. Sicuramente gli aspiranti sindaci saranno ancora più attenti a evitare di impattare nelle previsioni della legge, ma la vera domanda è un’altra e deriva da quel richiamo all’etica: e va bene la competenza dei candidati, ma per il resto quali sono i criteri che i partiti devono adottare nella selezione delle candidature sul piano della moralità pubblica? Come è noto la Costituzione è molto garantista. Al di sotto di essa vi sono delle norme legislative, finora non dichiarate incostituzionali, che prevedono delle incandidabilità di soggetti che pur sono ai sensi della Costituzione tecnicamente dei presunti innocenti.

La politica deve adottare un metro ancora più rigoroso di quelle leggi? Quale e come? Ricordiamo che il rischio è quello che la politica si rinchiuda in una ridotta dove le spetta di limitarsi a prendere atto, agendo di conseguenza, dei provvedimenti della magistratura, regalandole un protagonismo nella selezione del ceto politico che sicuramente era lontano dalla volontà dei costituenti. D’altro canto, ogni persona di buon senso conviene facilmente sulla valutazione che la politica dovrebbe essere capace di intervenire sui fenomeni degenerativi prima ancora che lo faccia lo Stato con la mano dura della magistratura inquirente, spesso con provvedimenti di tipo cautelare. Ma con quali forme e criteri ciò si debba fare, a oggi, nessuno lo sa. Almeno non i partiti. E crediamo neanche i candidati sindaco.

L’articolo Liste pulite? Ma senza criteri la magistratura deciderà pure i candidati proviene da Il Riformista.