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Il Pentagono: “Nessun cambiamento. Via da Kabul il 31”

ARLINGTON, VIRGINIA - AUGUST 23: U.S. Department of Defense Press Secretary John Kirby participates in a news briefing at the Pentagon on August 23, 2021 in Arlington, Virginia. Kirby held a news briefing to update the U.S. evacuation efforts to bring U.S. citizens, Special Immigrant Visa applicants and others out of Afghanistan after the Taliban took control of the country earlier than expected. (Photo by Alex Wong/Getty Images)KABUL, AFGHANISTAN -- AUGUST 23, 2021: Zabihullah Mujahid, speaks at the podium to hundreds of religious leaders attending the Taliban's preaching and guidance commission at the Loya Jirga, in Kabul, Afghanistan, Monday, Aug. 23, 2021. (MARCUS YAM / LOS ANGELES TIMES)

“Non c’è stato alcun cambiamento sulla scadenza della missione in Afghanistan.
Crediamo che la data del 31 agosto possa essere rispettata”: lo ha detto il portavoce del Pentagono John Kirby. “Penso che abbiamo le capacità
per rispettare la data del 31 agosto. Sul fronte dell’evacuazione continuiamo a fare progressi, diverse migliaia di americani sono stati già evacuati e negli Usa metteremo più basi a disposizione dei rifugiati afghani”, ha detto Kirby che sta tenendo un briefing con la stampa. “L’obiettivo è portare via 20 mila persone entro la fine della settimana”, ha spiegato ancora il portavoce, ribadendo come gli Usa “porteranno via tutti gli americani che vogliono lasciare l’Afghanistan”.

Il presidente Joe Biden ha chiesto al Pentagono di preparare “piani di emergenza” per prolungare la permanenza a Kabul se si dovesse rendere necessario. Lo affermano fonti dell’amministrazione Usa citate dai media.

“Io non credo che prolungheremo la scadenza. Il 31 agosto è un piano degli Stati Uniti che hanno previsto loro. Loro hanno avuto tutte le opportunità e tutte le risorse per portare via tutte le persone che appartengono a loro. Noi non prolungheremo la scadenza” per il ritiro completo degli occidentali. Lo ha detto il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid in conferenza stampa.

“Non inseguiamo nessuno, non diamo la caccia a nessuno, non ci sono stati incidenti in nessuna parte del Paese, non abbiamo nessuna lista. Noi vogliamo portare pace e sicurezza nel nostro Paese”, ha dichiarato  il portavoce, aggiungendo però che i talebani non permetteranno più ai cittadini afghani di raggiungere l’aeroporto di Kabul. “Le persone dovrebbero tornare a casa […] Abbiamo chiesto agli americani di non incoraggiare gli afghani ad andarsene. Abbiamo bisogno delle loro competenze”, ha affermato.

“L’Emirato islamico – ha aggiunto Mujahid – sta cercando di controllare la situazione” all’aeroporto di Kabul. “La strada verso l’aeroporto è stata chiusa, gli afghani non possono più andare lì, possono farlo gli stranieri. Abbiamo impedito ai cittadini afghani di recarsi lì perché c’è pericolo di perdere la vita a causa della calca, e gli americani stanno facendo qualcosa di diverso, quando c’è la calca sparano, e la gente muore. Sparano alla gente. Noi vogliamo che gli afghani siano al sicuro da questo”.

Alle donne afghane – ha dichiarato – non verrà impedito di andare al lavoro permanentemente: “In questo momento è per il loro bene, al momento, per impedire maltrattamenti”, ha affermato, sostenendo che non hanno perso il posto di lavoro e che i loro salari vengono pagati.

Quanto alle notizie di stampa su incontro lunedì tra il leader talebano Abdul Ghani Baradar e il direttore della Cia William Burns, il portavoce del gruppo estremista non ha fornito conferme. Secondo il Washington Post, Burns e Baradar avrebbero discusso dell’evacuazione dei cittadini statunitensi e degli afghani che in questi anni hanno collaborato con le forze Usa e Nato, oltre che della scadenza ultima per il ritiro dei militari statunitensi, il 31 agosto. Un tema centrale anche del G7 straordinario convocato oggi dal premier britannico Boris Johnson.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia