• Dom. Ott 24th, 2021

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Nel Regno della stupidità universale anche Mozart e Beethoven diventano “razzisti”

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Un tempo i benpensanti esclamavano: “di questo passo, dove andremo a finire?”. E io, nell’avanzare implacabile del Regno della Stupidità Universale, ripeto da malpensante: “dove andremo a finire in quest’orgia di fanatismo?”.

Apprendo da Giulio Meotti che ne scrive sul “Foglio” che un critico intelligente come Alex Ross, che delusione!, si è scusato per essere un “americano bianco” e per non aver finora deplorato “il razzismo” del Flauto Magico di Mozart. Sul “Washington Post” si scrive che anche la Quinta di Beethoven sarebbe un simbolo della “superiorità” dell’uomo bianco. Per restare in tema, Garrett McQueen ha dichiarato in un a tavola rotonda che “sei complice del razzismo ogni volta che ascolti il Messiah di Handel”.

Pensavamo di essere gli unici a storpiare l’Aida di Verdi in chiave anticapitalista e di cancellare il finale della Carmen di Bizet? Siamo solo un’avanguardia della Stupidità Universale. Il “Gran Teatre del Liceu di Barcellona ha riscritto il Viaggio a Reims di Rossini sostituendo la parola ‘croce’ con ‘amore’ per non offendere l’Islam”. Alla British Library è stato proposto, per fortuna senza successo, di eliminare il busto di Beethoven, simbolo della “supremazia della civiltà occidentale”. Sorte non migliore è toccata a Claude Debussy, bandito dai nazisti per la moglie ebrea, colpevole di aver scritto “Le petit nègre” e dunque da cancellare dai corsi di musica del Kaufman Music Center. Anche nell’Università del North Texas Beethoven è stato espulso simbolicamente come rappresentante “della whitness e della mascolinità”. Dove andremo a finire di questo passo? I talebani potrebbero allarmarsi per la concorrenza.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia