• Dom. Ott 24th, 2021

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Afghanistan, premier sloveno: “Ue non aprirà corridoi umanitari”

L’Unione europea non aprirà corridoi umanitari per i profughi dall’Afghanistan né consentirà che si ripeta la grave crisi migratoria del 2015. Lo ha detto il premier conservatore sloveno Janez Jansa, il cui Paese detiene la presidenza di turno semestrale della Ue. “Non ripeteremo gli errori strategici del 2015. Aiuteremo solo coloro che ci hanno aiutato durante la missione Nato e i Paesi membri della Ue che difendono i nostri confini esterni”, ha detto Jansa citato dai media serbi.

“Non è compito della Ue o della Slovenia aiutare e pagare per tutti coloro che fuggono nel mondo”, ha aggiunto il premier sloveno le cui posizioni in tema di migranti sono vicine a quelle dell’ultraconservatore ungherese Viktor Orban e degli altri capi di governo del Gruppo di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia).

Una dichiarazione contro cui si levano le proteste di diversi parlamentari ed europarlamentari italiani. A cominciare dal medico di Lampedusa Pietro Bartolo che su Twitter scrive: “Il presidente Jansa forse immagina che il suo ruolo lo legittimi a parlare a nome dell’intera UE. Qualcuno gli spieghi che la democrazia funziona diversamente e che non sta parlando in mio nome, né in nome dei tanti colleghi che stanno prendendo le distanze dalle sue parole”.

“La dichiarazione del premier sloveno Jansa secondo cui l’Unione europea non aprirà corridoi umanitari per esuli afghani non è stata discussa, né decisa in alcuna sede europea. E contraddice clamorosamente l’impegno umanitario assunto dai leader dei principali Paesi europei”, afferma il presidente della Commissione esteri della Camera dei Deputati, Piero Fassino. “Chi detiene la presidenza di turno dell’Ue – Fassino – non ha titolo per annunciare decisioni senza aver consultato i Governi dell’Unione e la Commissione europea. Mi auguro che il presidente del Consiglio Europeo Michel richiami immediatamente il Premier sloveno ad attenersi rigorosamente ed esclusivamente alle sue titolarità”.

Ma è chiaro a tutti come Jansa non sia il solo, in Ue, a pensarla così. Atene è già corsa ai ripari, con la costruzione di una barriera di 40 chilometri al confine con la Turchia, dotata di un sistema di sorveglianza.

L’Austria ha messo in chiaro che non intende accogliere persone in fuga dall’Afghanistan. Lo ha affermato il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, in un’intervista al canale televisivo Puls 24. “Sono chiaramente contrario al fatto di permettere volontariamente l’arrivo di più persone, questo non accadrà durante la mia carica di cancelliere”, ha detto Kurz. “Non sono dell’opinione che dovremmo accogliere più persone. Al contrario”, ha detto in merito a un eventuale nuovo afflusso di rifugiati. “L’Austria ha dato un contributo sproporzionato”, ha aggiunto, riferendosi al gran numero di rifugiati e richiedenti asilo afghani già presenti nel Paese.

In un colloquio con la cancelliera tedesca Angela Merkel il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha avvertito che la Turchia non sarebbe in grado di far fronte a un “onere aggiuntivo di migranti” in arrivo dall’Afghanistan. “Una nuova ondata migratoria è inevitabile se non vengono prese le misure necessarie in Afghanistan e in Iran”, ha detto il capo dello Stato turco. “La Turchia, che ha già cinque milioni di rifugiati, non può sostenere un onere aggiuntivo di migranti”.Venerdì, durante una telefonata avvenuta con il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, Erdogan ha accusato Bruxelles di essere “evasiva” rispetto alla richiesta di Ankara di rivedere l’accordo del 2016 tra Turchia e Unione Europea volto ad arginare i flussi migratori.

La situazione in Afghanistan è stata anche al centro di una telefonata avvenuta sabato tra Erdogan e il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin. Il quale, a sua volta, ha lanciato il suo avvertimento. “L’Afghanistan ha un rapporto diretto con la nostra sicurezza” e “non vogliamo che si ripeta ciò che è accaduto negli anni ’90 e nei primi anni Duemila”, ha dichiarato Putin, riferendosi alla crescita del terrorismo durante il precedente emirato islamico, nel corso di un incontro con alcuni esponenti del partito al governo Russia Unita.

“Nessuno ora vuole tornare in Afghanistan, ma non vogliamo che da lì arrivino elementi criminali e nemmeno dalla Siria. Stiamo facendo tutto il possibile affinché la Siria non sia un focolaio di terrorismo”, ha detto Putin, secondo quanto riferito dall’agenzia Sputnik. Mosca mantiene aperta la sua ambasciata a Kabul e si è offerta di mediare i colloqui tra i talebani e il precedente governo.

OMS e UNICEF chiedono l’immediata istituzione di un ponte aereo umanitario per la consegna continua e senza ostacoli degli aiuti nel paese.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l’Unicef chiedono l’immediata istituzione di un ponte aereo umanitario per la consegna continua e senza ostacoli degli aiuti in Afghanistan. E’ questo il messaggio lanciato attraverso una dichiarazione congiunta del direttore regionale dell’Oms per la regione orientale e mediterranea, Ahmed Al Mandhari, e del direttore regionale dell’Unicef per l’Asia meridionale, George Laryea-Adjei.

“Con nessun aereo commerciale attualmente autorizzato ad atterrare a Kabul, non abbiamo modo di far arrivare gli aiuti nel Paese e a chi ne ha bisogno”, hanno dichiarato.

Nella dichiarazione si legge: “Mentre i bisogni umanitari in Afghanistan aumentano, le capacitaà di rispondere a queste necessità stanno rapidamente diminuendo. L’Oms e l’Unicef chiedono un accesso immediato e senza ostacoli per consegnare medicinali e altre forniture salvavita a milioni di persone bisognose di aiuto, comprese 300.000 persone sfollate solo negli ultimi due mesi”.

Al Mandhari e Laryea-Adjei sottolineano che “mentre l’attenzione principale negli ultimi giorni è stata rivolta alle grandi operazioni aeree per l’evacuazione dei cittadini internazionali e degli afgani vulnerabili, le massicce necessità umanitarie che la maggior parte della popolazione deve – e non può – essere trascurata. Anche prima degli eventi delle ultime settimane, l’Afghanistan rappresentava la terza operazione umanitaria più grande del mondo, con oltre 18 milioni di persone che richiedevano assistenza”.

L’Oms e l’Unicef sono impegnati a rimanere e a fornire assistenza alla popolazione dell’Afghanistan. “Tuttavia, con nessun aereo commerciale attualmente autorizzato ad atterrare a Kabul, non abbiamo modo di far arrivare gli aiuti nel paese e a chi ne ha bisogno. Altre agenzie umanitarie sono limitate allo stesso modo”.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia