• Lun. Ott 25th, 2021

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Per il futuro dei bambini che rimangono in Afghanistan

In questi giorni in cui la condizione della popolazione afghana e in particolare quella di donne e bambini è al centro delle nostre preoccupazioni, ricevo questo appello dal mio collega Chris Nyamandi, Direttore di Save the children in Afganistan e lo rilancio su questo spazio, condividendone parole e sentimenti.

“In queste ore abbiamo visto filmati strazianti di bambini che vengono passati oltre i muri dell’aeroporto dai genitori nel disperato tentativo di fuggire. Molte persone mi chiedono la stessa domanda: come sarà il futuro per i bambini che rimangono in Afghanistan?

È la prima domanda che ci siamo posti da quando Save the Children ha iniziato a lavorare in Afghanistan nel 1976 e in questo momento la risposta sembra dolorosamente incerta. L’anno scorso abbiamo raggiunto oltre 1,6 milioni di afghani, ma ora tutte le nostre operazioni sono state sospese. Come altre ONG, ci impegniamo a rimanere e a svolgere il nostro lavoro di salvare vite umane e riprenderemo le nostre attività non appena sarà sicuro farlo: non abbiamo intenzione di abbandonare il personale, i bambini e le comunità con cui lavoriamo da oltre quattro decenni. Quindi, il nostro messaggio alle Nazioni Unite, ai governi e ad altre agenzie umanitarie è chiaro: ora non è il momento di sottrarsi ai propri obblighi nei confronti del popolo afghano.

Solamente dalla fine di maggio, il numero di sfollati interni a causa di conflitti e bisognosi di aiuti è più che raddoppiato: più di mezzo milione di afgani sono stati sfollati in Afghanistan, di questi oltre 330.000 sono bambini. Sono famiglie che vivono all’aperto sotto teloni, senza accesso al cibo o alle cure mediche. Mentre molti cercano disperatamente di raggiungere l’aeroporto, si sentono i suoni degli spari verso l’alto.

Con i prezzi dei generi alimentari in aumento e il sistema bancario sull’orlo del collasso, la situazione sta rapidamente diventando ancora più grave. Molte delle famiglie che abbiamo incontrato sopravvivono solo con pane e bevande energetiche, l’unico cibo che possono permettersi.

Abbiamo l’obbligo assoluto di garantire la loro protezione, i loro diritti e la loro sopravvivenza. Ma affinché gli sforzi per aiutare l’Afghanistan continuino, è necessario fornire urgentemente finanziamenti e l’accesso umanitario per attori come Save the Children. Uno sforzo che deve essere sostenuto sia dalla comunità globale, compresi donatori come gli Stati Uniti, sia dalle attuali autorità sul campo. È necessario garantire un passaggio sicuro per fornire servizi salvavita per tutte quelle persone, donne e uomini coraggiosi e in prima linea, che anche in mezzo al caos, ci dicono che vogliono tornare a servire le loro comunità, come medici, infermieri e insegnanti e altri ruoli vitali per la società.

La gente comune afghana non ha causato questa crisi. Eppure le loro vite sono in bilico e non siamo in grado di ottenere aiuti per i più vulnerabili. Anche prima della recente escalation, quasi la metà della popolazione, compresi quasi 10 milioni di bambini, aveva bisogno di assistenza umanitaria. Il nostro staff ha visto bambini soccombere alla malnutrizione, ha visto la devastazione provocata sulle comunità dalla siccità, le drammatiche conseguenze sulle ragazze obbligate a matrimoni precoci e poi la violazione dei diritti dei bambini, quando sono stati costretti a lavorare.

Allo stesso tempo, siamo testimoni dell’impatto straordinario che l’istruzione ha sui bambini, della differenza che può fare per garantire la salute mentale di un bambino quando gli viene dato uno spazio sicuro per giocare e come questi interventi rafforzino le loro conoscenze e la loro fiducia in se stessi. 

Che queste parole siano un grido forte per i bambini afghani e le loro famiglie che hanno bisogno di sostegno, ovunque si trovino. Per quelli che hanno fame, che vogliono andare a scuola in Afghanistan, o che si trovano nel limbo di in un sistema di asilo schiacciante: a ciascuno si loro dobbiamo la nostra attenzione, il nostro sostegno e la nostra protezione. Non possiamo abbandonare l’Afghanistan, e sia chiaro che questo obbligo trascende i confini: dobbiamo proteggere e fornire aiuto agli afghani ancora in Afghanistan e accogliere e sostenere gli afgani che sono fuggiti.

Ora è il momento di agire per dare ai bambini afghani il futuro che meritano; un futuro in cui le loro pance sono piene, le loro menti e i loro corpi sono forti e, soprattutto, dove sono liberi e al sicuro”.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia