• Mar. Ott 26th, 2021

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Afghanistan: il leader talebano Baradar a Kabul per colloqui sul nuovo governo

Abdul Ghani Baradar

Il leader talebano Mullah Abdul Ghani Baradar, che ha negoziato l’accordo di pace del 2020 con gli Stati Uniti, è a Kabul per incontri con la leadership del gruppo. Lo ha detto un funzionario talebano, parlando a condizione di anonimato perché non autorizzato ai rapporti con i media. La presenza di Baradar è significativa perché ha spesso avuto colloqui con ex leader afghani come l’ex presidente Hamid Karzai. Secondo l’agenzia afghana Pajhwok l’arrivo nella capitale servirà a mettere in atto colloqui per la formazione del nuovo governo.

Secondo l’Ap, che cita funzionari afghani che hanno familiarità con i numerosi colloqui tenuti nella capitale, i talebani hanno affermato che non faranno annunci sul loro governo fino alla scadenza del 31 agosto, la data fissata per il ritiro della maggior parte del ritiro delle truppe statunitensi ancora presenti sul territorio. Nel suo discorso di venerdì sera, il presidente Usa Joe Biden non si è impegnato a estendere la scadenza.

Baradar è arrivato nella capitale dell’Afghanistan proveniente da Kandahar, roccaforte dei talebani nel sud del Paese. Il mullah Baradar, numero due dei talebani, ha fatto ritorno il 17 agosto in Afghanistan dal Qatar, dove dirigeva l’ufficio politico del gruppo, dopo che il movimento estremista islamico ha preso il controllo della capitale Kabul. Il vice leader e cofondatore del movimento talebano non metteva piede in Afghanistan da vent’anni anni e attualmente dirige l’ufficio politico dei talebani. Nel 2010 fu stato arrestato nel vicino Pakistan dalle forze di sicurezza locali e rilasciato nel 2018 quando gli Stati Uniti iniziarono a intensificare gli sforzi per lasciare l’Afghanistan. L’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e lo stesso Baradar – che era il capo negoziatore dei talebani – hanno avuto un colloquio telefonico lo scorso anno dopo che Stati Uniti e talebani hanno firmato uno storico accordo in Qatar nel marzo 2020. Baradar ha anche incontrato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, a Tianjin, in Cina, lo scorso luglio.

Sono ancora migliaia le persone che radunate agli ingressi all’aeroporto di Kabul, visto come la principale porta di salvezza per afghani e cittadini stranieri che cercano di fuggire dal paese. Un testimone ha riferito che colpi d’arma da fuoco continuano a essere sparati quasi incessantemente fuori dal complesso che ospita lo scalo.

Da quando i talebani hanno preso il controllo della capitale e del paese domenica scorsa, migliaia di persone sono state evacuate dall’Afghanistan attraverso l’aeroporto di Kabul, che resta l’unica parte della capitale controllata dalle truppe internazionali. Molti afghani che hanno collaborato con le truppe internazionali negli ultimi 20 anni o che lavorano in settori come quello dei diritti umani temono per la loro vita e molti stanno cercando di entrare insieme ai loro familiari all’interno dell’aeroporto. L’esercito americano decide quando e come aprire e chiudere i cancelli di ingresso e i tempi non sono prevedibili.

Quanto alle azioni dei talebani, continuano ad arrivare notizie che confermano l’ovvio, ovvero che malgrado i tentativi di apparire meno cruenti e oscurantisti, la sostanza rimane purtroppo la stessa. I timori maggiori riguardano soprattutto il futuro delle bambine e delle ragazze che negli ultimi anni avevano finalmente avuto accesso a un’istruzione. I nuovi amministratori talebani nella provincia occidentale afghana di Herat hanno già vietato le lezioni miste di ragazze e ragazzi nelle università governative e private su questo territorio. Lo riferisce l’agenzia afghana Khaama Press. In una riunione di tre ore tra insegnanti universitari, proprietari di istituzioni private e rappresentanti dei talebani, questi ultimi hanno annunciato che d’ora in poi studenti dei due sessi non potranno assistere insieme alle lezioni. Diversi professori hanno avvertito che, poiché le università private non si possono permettere il costo di organizzare corsi separati, migliaia di ragazze rischiano di non poter più frequentare le lezioni. Nella provincia di Herat ci sono 40.000 studenti universitari e 2.000 professori.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia