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Acqua e fuoco, incuria e propaganda in Calabria

12/08/2021 San Luca (Rc), incendi boschivi in tutta la Calabria, colpito anche il Parco Nazionale dellÕAspromonte.

Partiamo in un caldissimo pomeriggio estivo per il sud della Calabria. Il treno nasce a Paola, rilevante stazione ferroviaria del Tirreno cosentino. È stato chiamato Treno degli Dei e arriva a Tropea, Bagnara, Scilla e, infine, a Reggio Calabria. È nato da una collaborazione tra  Fondazione FS e l’Associazione Ferrovie in Calabria e sembra uscito da un set cinematografico. I viaggiatori salgono e scendono da terrazzini posti alle estremità delle carrozze anni ’30.  

È essenzialmente un viaggio indietro nel tempo su una linea completata a fine Ottocento. Scorrono fotogrammi e immagini affascinanti e, in parte, un po’ perdute. Non è solo Tropea, uno dei più belli d’Italia, a farla da padrone. Si possono osservare spiagge, macchia mediterranea, paesini arroccati, ponti, pianure, gallerie, viadotti, il Golfo di Sant’Eufemia, Capo Vaticano, la Costa Viola e i tramonti sulla Sicilia.  

Il treno non è solo un pilastro fondamentale del trasporto nazionale. Esso ha un posto unico nella memoria dei meridionali. È il simbolo del lavoro che manca, della ricerca di maggior fortuna, dell’abbandono e del ritorno. Questo viaggio permette pure di riappropriarsi con un elemento fondamentale per la Calabria, ovvero l’acqua. Si attraversano borghi marinari e si percepisce una brezza marina guardando quel mare che per molti è, appunto, un’entità imprescindibile. In sintesi, è il mar Tirreno il vero protagonista.    

Ritorniamo a Paola a notte fonda. Il cielo ha striature arancioni mentre l’aria è mista a qualcosa che sembra nebbia. È, in realtà, fumo, e poi cenere. È la Calabria che brucia. Ettari di alberi vanno in fumo ogni estate per non curanza, inettitudine, a causa dell’uomo o per meri interessi economici. Anni fa la regione era diventata un modello per la prevenzione degli incendi. Poi il fuoco e il denaro hanno prevalso sulla ragione e sui sentimenti. Poi il governo Renzi ha deciso di far sparire, in ottica tagli e risparmi, il Corpo Forestale dello Stato lasciando ai Vigili del fuoco un’eccessiva incombenza.  

Il fuoco vince quindi sull’acqua. In una regione ricca di sorgenti, intere zone di Paola (e molte altre cittadine) sono prive di acqua corrente  durante i mesi estivi. La scusa sono le carenze della rete idrica e gli allacci abusivi. A Reggio Calabria c’è chi parla finanche di sabotaggi. Intanto però si pensano infrastrutture come porti o il ponte di Messina che non vedranno mai la luce nonostante gli impegni economici già presi. Piuttosto che investire in nuovi serbatoi o in reti efficienti preferisce il proclama a effetto che porti vantaggi elettorali. In questo contesto sia i governi dei migliori che i politici calabresi sono sulla stessa barca che affonda inesorabilmente sotto il peso di promesse a cui credono solo gli stolti o chi spera a un qualche interesse personale.  

In molti oggi sono interessati solo a far propaganda in vista della prossima competizione elettorale pur sapendo che poco è mutato negli anni nonostante le casacche ideologiche siano cambiate spesso. Le casacche clientelari o le poche competenze sono rimaste, infatti, solitamente simili. Il Pd, commissariato e con un ex presidente regionale, Mario Oliverio, che nessuno più voleva (neanche i suoi elettori) e che vagheggia liste personali e rifondazioni della sinistra, è ridotto a un ammasso di bande poco utili a una visione riformista. Naturalmente nessuno dei leader nazionali del partito prende impegni elettorali in Calabria. Il centrodestra presenta invece il big forzista Roberto Occhiuto, dopo che anni fa Salvini aveva sonoramente bocciato il fratello Mario, sindaco di Cosenza perché poco presentabile (per il dissesto finanziario comunale e le inchieste in cui è coinvolto). La coalizione comunque può vantare in questi giorni proprio un famoso meridionalista come Salvini (quello che un tempo a Pontida cantava in coro “senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani”) in visita permanente, ma che raccoglie soprattutto firme per il referendum Giustizia e discute di respingimenti dei migranti. Sull’ambiente si promette o garantisce ben poco e, infatti, Leo Battaglia, candidato della Lega, a ferragosto ha affittato un elicottero per inondare alcune spiagge e il mare dell’alto Jonio di involucri di plastica con annesso slogan elettorale e mascherine. Battaglia ha provato a difendersi suggerendo che voleva  sensibilizzare sull’uso delle mascherine e che i suoi critici dovrebbero pensare a questioni più serie.  

In problemi reali sono effettivamente altri. La Calabria continua a essere in fiamme. Fiamme dello spirito di chi lotta e di chi pensa non ci sia più nulla che possa essere fatto. Ribellione e passiva accettazione continuano quindi a convivere. Servirebbe molta acqua per placare la sete di chi cerca normalità e buon governo per una regione problematica ma pur sempre bella e ricca di un fascino intrinseco. 

Incendio in Calabria

Articolo proveniente da Huffington Post Italia