• Ven. Ott 22nd, 2021

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Il paradosso del vaccino è la dittatura della minoranza

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Meno male che Mattarella c’è. Meno male che lo ha detto, “vaccinarsi è un dovere”. Ecco, perché, con il solleone di ferragosto, sarà stato Lucifero, mettiamola così, il discorso sulle vaccinazioni si è come interrotto. Come se uscir fuori dalla catastrofe che ci ha resi meno liberi, con una lunghissima scia di lutti  in questi ultimi due anni non dipendesse dal vaccino, ma dalla tolleranza con chi non si vaccina. Il dibattito pubblico, con Landini, segretario Cgil, maestro ciarliere si è rapidamente ripiegato sull’opportunità del Green pass, a mensa, a scuola, al ristorante. Come se, per difenderci dalla dittatura della maggioranza si finisse, per amor di libertà, per invocare quella della minoranza, di dittatura.

I dati però ci dicono che:

1) 4.058mila over 50 ancora non si sono vaccinati (oltre due milioni nella fascia tra 50 e 59 anni), nemmeno la prima dose;

2) Aumentano i ricoveri (3.692 il 20, su rispetto ai 3.627 del 19, dall’ultimo bollettino del ministero della Salute), gli ospedali sono stressati e costretti a riaprire reparti Covid perché affluiscono positivi gravi perlopiù non vaccinati e sono costretti, di nuovo, a trascurare pazienti con altre patologie;

3) sono tutti, o quasi, non vaccinati i morti per Covid delle ultime settimane (“Il parametro dei decessi è evidentemente legato a quello dei contagiati ricoverati. Secondo l’Istituto superiore di Sanità l’incidenza delle infezioni è 10 volte più bassa nei vaccinati, quindi quello che comincia ad emergere era un dato atteso”, ha detto Roberto Cauda, direttore dell’Istituto di malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma). Il 90% dei ricoverati in terapia intensiva non è vaccinato. E’ del 97,16% l’efficacia vaccinale contro i decessi tra chi è stato immunizzato con 2 dosi e chi non ne ha fatta neppure una e quasi dell′84% per chi ha avuto una dose sola, secondo il monitoraggio Iss.

Eppure i sindacati della scuola si sono presentati alla trattativa con il ministro dell’Istruzione invocando i tamponi gratuiti per i non vaccinati. Landini ha dovuto parlare tre volte in dieci giorni per chiarire all’opinione pubblica che il suo sindacato è per la vaccinazione, ma, il ma resta. Tutti vogliono tornare alla normalità, ma non mi venire a chiedere se mi sono vaccinato… Sono gli stessi che nel pieno del Covid ti davano del deficiente, dai retta li ammucchiano come morti per Covid ma non è così, tutto interesse delle case farmaceutiche a fartelo credere e i virologi sono complici, e poi non si è mai visto nella storia un vaccino trovato così rapidamente, fa male, anzi malissimo, se va bene ti stanno dando il 5g, vaccino o non vaccino, guariamo lo stesso, anzi mai stato meglio (se seguiamo il paradosso di questi ragionamenti, tra qualche anno resteranno vivi solo i non vaccinati…). Nella vita quotidiana, ma anche nella storia se ne sentono e se ne sono sentite di ogni. Dal complotto pluto-giudaico-massonico alle scie chimiche, agli odierni terrapiattisti. Quelli che la sanno lunga ti guardano e ti commiserano. Come se gli oltre 36 milioni di vaccinati con due dosi siano tutti novelli figli della lupa e vittime di una ideologia totalitaria.

Ma intanto, la vita sta cambiando per tutti, anche per la minoranza che reclama libertà. Ma che, Mattarella a parte, continua a trovare sponda nell’irresponsabilità di molti partiti di maggioranza contrari a tutto, in nome della libertà, qualcuno anche figlio di una tradizione che l’ha sempre negata preferendo legge e ordine, ma guarda un po’: nella fase demagogico-populista si perde il senso delle radici. Oggi i commercianti rivendicano anche per il futuro il green pass e quelli che presumono di rappresentarli politicamente lo hanno osteggiato, sciroppandosi obtorto collo la determinazione di Draghi-Figliuolo-Speranza. A scuola, per le cautele e le osservanze libertarie di cui sopra, il rischio serio alla ripresa dell’anno scolastico è il caos. Il ministro Bianchi oggi invita a rispettare il green pass, ma nella nota esplicativa che ha inviato ai presidi li esorta a controllarlo ogni giorno. E sapete perché? Per non discriminare chi non ce l’ha. Ma chi non ce l’ha, chi ha deciso di recarsi al lavoro dove, necessariamente, avrà moltissimi contatti umani, ha con ragione diritto a tutelare la sua libertà di scelta o deve, al contrario, assumersi delle responsabilità erga omnes? Non si sarebbe nemmeno iniziato a parlare di scuola in presenza e fine della Dad senza i vaccini. Tra i “liberi di” ci saranno anche moltissimi genitori e, al momento, più di  centottantaseimila dipendenti della scuola, secondo il più aggiornato report sulle vaccinazioni.  Le scuole sono più o meno ottomila, non sfugge che diversi non vaccinati (chiaramente sono fuori da qualsiasi discorso coloro che non hanno potuto vaccinarsi per evidenti motivi di salute, i fragili, ma nessuno gli chiede di farlo, se non di tutelarsi) ci saranno in ogni edificio, con rischi per loro e per tutti. Lo Stato, il ministero devono tutelare loro o chi ha fatto il suo dovere con responsabilità?

Chi ha tra i cinquanta e i sessant’anni (molti dei non vaccinati stanno in questa classe di età) ricorda la trafila delle vaccinazioni, i richiami, le attese, i segni indelebili (ma privi di conseguenze sulla salute) rimasti per uscire da una fase pre industriale e costruire l’Italia del dopoguerra. Non si sono chiesti i nostri genitori se fosse opportuno o no farci iniettare antivaiolosa, antipolio, antitetanica, antidifterica e tanto altro ancora. Sì, certo, obietta il No vax, ma la sperimentazione era stata più lunga. I No Vax non nascono oggi e si sono espressi anche su altri vaccini moderni e testati esigendo accoglienza e rispetto per i loro figli, non vaccinati, a scuola.  

Insomma, i nostri padri, responsabilmente, e non inconsapevolmente, hanno scelto per noi e per il Paese. C’era l’obbligo vaccinale. Ecco, in una fase come questa, che rischia di essere infinita se non si prendono decisioni chiare e distinte, lo Stato deve assumersi la responsabilità della vaccinazione di tutti. Se è vero come è vero che sia l’unica strada per uscire da questo tunnel eterno, per raggiungere rapidamente l’immunità di gregge, per ammalarsi meno, per svuotare gli ospedali, per tornare a vivere e non guardare più indietro, come, tra l’altro, dice il quasi 100% degli scienziati, allora il governo abbia il coraggio di valutare l’obbligo vaccinale per il Covid e di farsi carico di tutte le conseguenze di questa scelta. O, in alternativa, decidere sanzioni e sospensioni. Anche per far sentire meno idioti quelli che il vaccino lo hanno già fatto. A tutela di tutti, non solo di loro stessi. 

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia