• Dom. Ott 24th, 2021

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ddPrado, Louvre, Uffizi: la vittoria dei Musei su Pornhub

La vittoria è arrivata qualche giorno fa, pubblicata sull’edizione online di The Art Newspaper, ma volutamente tenuta in sordina dai tre musei capofila della battaglia che dopo l’onta di essere stati coinvolti loro malgrado in un’operazione commerciale a sfondo hot, si rifiutano ora di fare pubblicità al sito di video pornografici più cliccato al mondo. Intanto però Pornhub, che a fine luglio aveva lanciato con grande clamore la sua Classic Nudes, una guida dei quadri più erotici coinvolgendo opere celeberrime dell’arte mondiale in video a luci rosse, è stato costretto ad una marcia indietro ritirando almeno i filmati relativi alle opere del Louvre, del Prado e degli Uffizi, i tre musei che per primi hanno alzato la voce minacciando il ricorso ad azioni legali puntate innanzitutto sulle regole del diritto d’autore.

In particolare, gli Uffizi si sono opposti all’uso da parte di Pornhub della “Venere di Urbino” di Tiziano che era stata usata in una ricostruzione pornografica con una coppia amatoriale di adulti. E poi per difendere la Venere di Botticelli replicata sulla guida di Pornhub da una performance di Ilona Staller, in arte Cicciolina icona dell’hardcore anni ’80 ed ex moglie di Jeff Koons, l’artista visivo più pagato al mondo. In Italia il codice dei beni culturali consente l’uso a fini commerciali delle immagini di un museo (opere comprese) purché ci sia però l’approvazione del museo al quale spetta il diritto di stabilire le modalità e di chiedere anche il pagamento di un canone. Autorizzazione che nel caso del museo fiorentino non era stata né richiesta né accordata. Da The Art Newspaper fanno notare però che su Classic Nudes sono rimasti ancora altri video legati ad altri musei tra cui il Musée d’Orsay di Parigi, la National Gallery di Londra e il Metropolitan Museum of Art di New York.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia