• Dom. Ott 17th, 2021

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Da Ferrara a Borgosesia, sindaci leghisti aprono ai profughi afghani

KABUL, AFGHANISTAN - AUGUST 18: Afghans rush to Kabul International Airport to flee the Afghan capital of Kabul, on August 18, 2021. (Photo by Aykut Karadag/Anadolu Agency via Getty Images)

“Saremo i primi ad accogliere chi fugge dall’Afghanistan”. A dirlo, in un’intervista alla Stampa, è Alan Fabbri, sindaco leghista di Ferrara. Nei giorni scorsi il leader della Lega, Matteo Salvini, aveva respinto l’ipotesi di un’accoglienza su larga scala di rifugiati provenienti dall’Afghanistan, mentre i sindaci, attraverso l’Anci, avevano scritto al Viminale per dare la loro disponibilità a un’accoglienza diffusa.

Per Fabbri questa è una situazione che non ha a che fare con le bandiere di partito ma “con l’umanità che dovrebbe contraddistinguere ognuno di noi”. Le immagini di Kabul sono “così piene di disperazione da farmi venire la pelle d’oca ogni volta che ne parlo, non si può non sentirsi coinvolti. I diritti umanitari sono di tutti, uomini, donne e bambini – aggiunge Fabbri, accennando alle distinzioni fatte dal leader del suo partito – e se daremo loro una risposta in ritardo, la storia non ci giudicherà positivamente”.

Analoga la posizione di un altro sindaco leghista, Paolo Tiramani, primo cittadino di Borgosesia (Vercelli), che si dice pronto ad accogliere i profughi afghani. “Salvini ha detto sì ai corridoi umanitari per donne e bambini in pericolo. Poi ha precisato che bisogna fare anche attenzione a chi arriva. Condivido ogni singola parola di Salvini, ci tengo a precisarlo”. Tiramani chiede però un ruolo forte dell’Europa e “se nasce un progetto europeo di accoglienza, sono il primo come sindaco a farmene carico”. 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia