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Allarme bomba a Washington, si è arreso il sospettato

epa09420704 Police officers maintain a perimeter around a bomb threat near the Library of Congress and the US Capitol in Washington, DC, USA, 19 August 2021. Police are in contact with a man sitting in a truck threatening to blow it up. EPA/SHAWN THEW

Si è arreso l’uomo che, a bordo di un pick-up nero, sospettato di avere a bordo un congegno esplosivo, forse gas propano, aveva seminato il panico a Capitol Hill, Washington. Le immagini mostrano l’uomo uscire dal veicolo e restare in ginocchio. L’allarme però non è completamente rientrato. Il capo della polizia di Capitol, Thomas Manger, ha detto che ci vorranno ore per bonificare il veicolo. Si parla, per il momento, della presenza di bombole di gas propano.

A Capitol Hill per molte ore è tornata la paura, con un allarme bomba che ha portato all’evacuazione della Biblioteca del Congresso americano e della Corte Suprema. Sette mesi dopo il drammatico assalto da parte dei sostenitori di Donald Trump. Secondo Site, il sito che monitora l’attività social dei terroristi, l’uomo potrebbe essere un fanatico dell’ex presidente, avendo espresso di recente in vari video e post “sentimenti estremi” legati alla ‘dottrina’ del Make America Great Again (‘Magà), lo slogan marchio di fabbrica del tycoon.
Imponente il dispiegamento delle forze dell’ordine attorno al Campidoglio, con l’ordine a chiunque di non avvicinarsi all’area. Le operazioni di evacuazione sono state comunque facilitate dal fatto che i lavori del Congresso in questa settimana di agosto sono sospesi e che molti edifici, come quello della Biblioteca e quello dell’Alta Corte, sono ancora chiusi al pubblico per la pandemia.
Secondo Rita Katz, la direttrice di Site, l’uomo avrebbe scritto di recente sui social di aver ottenuto l’esplosivo da ambienti militari. “E’ quasi ora…Biden sei licenziato… Non è un opzione… scappa dal nostro Paese…”, reciterebbe uno degli ultimi post dell’uomo mostrato su Twitter dalla direttrice di Site.

Nell’assalto al Congresso del 6 gennaio scorso, mentre al Senato erano in corso i lavori per la certificazione della vittoria di Joe Biden, persero la vita cinque persone. Il 2 aprile, poi, un poliziotto fu ucciso e un altro rimase ferito da un giovane che aveva lanciato la sua auto contro le barriere di protezione del Capitol. Il giovane è stato a sua volta ucciso dagli agenti. 

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia