• Dom. Ott 24th, 2021

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Per la Lega Durigon non si tocca

Nessuna ipotesi di dimissioni. La Lega fa quadrato intorno a Claudio Durigon, sottosegretario all’Economia e uomo forte di Salvini nel Lazio, che durante un comizio nella sua Latina ha proposto di cambiare l’intitolazione del parco comunale da “Falcone e Borsellino” ad “Arnaldo Mussolini”, fratello minore del Duce. Oggi Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso, in un’intervista al “Fatto” ha attaccato: “E’ uno sfregio alle vittime di mafia. Salvini non parli più di Paolo e Draghi cacci Durigon”. Ma via Bellerio smentisce con nettezza le indiscrezioni ferragostane di un passo indietro imminente.

L’assedio affinché Durigon lasci – o Draghi gli revochi le deleghe – dura da oltre dieci giorni, con la spada di Damocle di una mozione di censura (la sfiducia per i sottosegretari non è prevista) che Pd, M5S, Leu e Si intendono presentare in Parlamento a settembre. Salvini è deciso a tenere botta, convinto che la polemica si sgonfierà. Piuttosto, la Lega rilancia mettendo ancora nel mirino la ministra Lamorgese; dopo le critiche sugli sbarchi, tocca all’”immobilismo” del Viminale sul mega-rave abusivo nel Viterbese, dove 10mila scalmanati da giorni ballano e si assembrano in un parco naturale (in cui hanno parcheggiato 800 camion) senza che le forze dell’ordine abbiano trovato una strategia per intervenire.

Nella Lega non c’è nessun nostalgico”, ha tagliato corto Salvini giorni fa, mentre Giulia Bongiorno derubricava a “peccato veniale” l’incauta sortita dell’ex sindacalista. Poi, la consegna del silenzio al diretto interessato e al partito, dove non tutti i parlamentari “nordisti” amano i modi e i toni a volte sopra le righe di Durigon, ma sanno che fa parte della “guardia scelta” salviniana. Del resto, al quartier generale leghista è chiaro che la partita è tutta politica. E sullo sfondo, dietro ai “bisticci” dei partiti che compongono il governo di unità nazionale, si staglia l’appuntamento del 3 ottobre con le Comunali. Che a Roma sono apertissime, con i sondaggi che ipotecano il ballotaggio per il centrodestra, ma senza un margine che lasci davvero tranquilli.

Durigon, ex sindacalista dell’Ugl, che in passato ha collaborato con la gestione Polverini della Pisana, è alacremente al lavoro sulle liste del Carroccio. Ma anche sulla “rosa” dei potenziali assessori da trattare con il candidato sindaco Michetti e con gli alleati, e sulle eventuali nomine nelle partecipate. Insomma, è un “valore aggiunto” a cui Salvini non rinuncerà facilmente. E che viceversa, Pd e M5S, faranno di tutto per mandare a gambe all’aria. Ecco perché non è affatto probabile che a settembre l’offensiva sarà uscita dall’agenda di Letta, Conte e Di Maio.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia