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Il dramma senza fine di Haiti

LES CAYES, HAITI - AUGUST 17: Firefighters remove debris in search of survivors after a 7.2-magnitude earthquake struck Haiti and as tropical storm Grace moves over Jamaica on August 17, 2021 in Les Cayes, Haiti. Rescue workers have been working among destroyed homes since the quake struck on Saturday and so far there are 1,941 dead and nearly 10,000 wounded. The epicenter was located about 100 miles west of the capital city Port-au-Prince. Tropical storm Grace hit the country on Monday and early Thursday causing floods and mudslides. (Photo by Richard Pierrin/Getty Images)

Nel mar dei Caraibi, mentre lo sguardo dei media era rivolto al dramma afghano, la terra è tornata a far paura, uccidendo e disseminando il panico. Il 14 Agosto alle 14.29 Haiti, la porzione maledettadell’isola di Hispaniola, ha tremato. L’epicentro della forte scossa sismica è stato registrato ad un centinaio di km da Port au Prince, nel Sud del Paese. L’esplosione sotterranea ha prodotto in superficie una magnitudo 7.2, devastante. Lo scenario in uno dei luoghi più poveri al mondo è apocalittico: decine di cadaveri estratti, interi edifici crollati in pochi secondi.

epa09414123 Groups of people carry out searches for survivors after a 7.2 magnitude earthquake, in Los Cayos, Haiti, 14 August 2021. The earthquake struck at 08:29 local time (12.29 GMT) northeast of Saint-Louis du Sud, in southern Haiti, and had a depth of 10 kilometers, according to the United States Geological Survey (USGS). EPA/Ralph Tedy Erol

Cumuli di macerie che hanno sepolto un numero imprecisato di persone, almeno 2mila morti accertati. Ospedali, case, hotel, chiese, intere bidonville inghiottite. Dévu del catastrofico terremoto del 2010, che provocò oltre 200 mila vittime. L’Inferno.

Allora, l’intervento di aiuti scattò poche ore dopo la prima scossa: una risposta umanitaria senza precedenti che nelle dichiarazioni ufficiali esprimeva con forza il concetto di aver saputo evitare una catastrofe ancor peggiore. E che oggi invece tace, guardando altrove. In quella fase di ostentata solidarietà alla gente di lingua kreyòl ayisyen, che già non aveva un futuro, venne inviata una enorme disponibilità di tutto, dai fondi per l’emergenza ai generi alimentari di prima necessità. Di sicuro non un eccesso ma indubbiamente quantitativi talmente abbondanti che hanno finito per fare gola alle organizzazioni più o meno criminali. Storie di pirateria che una cattiva coscienza ha tollerato con troppa indifferenza. Un popolo assillato dalla sfortuna: le pile di corpi inermi, le tendopoli sovraffollate mentre, le case erano lasciate vuote. E la scritta rossa a bomboletta a demolir” veniva impressa alle loro facciate. Lo straordinario intervento della cooperazione internazionale messo in campo non ha migliorato la situazione di vita degli haitiani.

epa09418125 A woman sits amid the debris of her house, while the rain falls during the passage of tropical storm Grace, in Camp Perrin, Haiti, 17 August 2021. Heavy rains fell on southwestern Haiti, the area most affected by the 7.2 magnitude earthquake on the Richter scale that on 14 August caused more than 1,400 deaths and 6,900 injuries. EPA/Orlando Barria

 

Assolutamente nulla è cambiato negli anni a seguire. Elevata mortalità infantile. Malaria endemica. Alta incidenza di HIV, 150 mila casi su 10 milioni di abitanti. Altre malattie si sono aggiunte. Il colera prima non c’era, l’ONU ha ammesso di aver portato il virus con i caschi blu nepalesi, poi scusandosi. Il 60% della popolazione vive ancora oggi nell’estrema povertà, con meno di 3 dollari al giorno e senza acqua potabile. Poche famiglie controllano la quasi totalità delle ricchezze che ci sono. Situazione economica stagnante, a prescindere dagli effetti della pandemia. Nell’indice di sviluppo umano Haiti è al 170 posto su 189 paesi. Nella capitale i quartieri di Delmas, Citè Soleil e Carrefour sono assediati da eserciti di ragazzini armati di pistole, che sciamano giornalmente nelle strade alla ricerca di una preda da sbranare. Giovani che credono che sparare sia un buon lavoro, facile e non peggiore di altri. Nipoti delle bande dei Chimere, a loro volta eredi della feccia dei Ton Ton Macoute, milizia privata al servizio dei tanti dittatori che si sono susseguiti al potere, lasciando una scia di sangue interminabile.

epa09416607 People remove debris as they search for survivors in Los Cayos, Haiti, 16 August 2021, two days after the 7.2 magnitude earthquake. Tropical depression Grace is expected to cross the Dominican Republic and Haiti, after 14 August the country suffered a 7.2 magnitude earthquake that has left more than 700 dead, as Fred resurfaced in the Gulf of Mexico as a tropical storm. EPA/ORLANDO BARRIA

 

Haiti dove la politica è instabile e la natura ostile. Dove un presidente, Jovenel Moïse, viene crivellato a morte nella propria residenza, da un oscuro mandante. E gli uragani colpiscono inarrestabili e letali. Il rischio ambientale è una spada di Damocle. Incombe ciclicamente, come tristemente confermano i danni ingenti provocati dall’uragano Grace, che in queste ore somma tragedia a disastro, e non lascia speranza.

Haiti tra fatalismo e paura. Resilienza e vulnerabilità nei confronti degli eventi climatici convivono in modo permanente. Fede cristiana e culto catartico si mescolano in un’unicum. Rituali che sono parte integrante della vita quotidiana di questo piccolo mondo perduto. Regno del vudù e dei suoi sacerdoti houngan”, bokor” e delle sacerdotesse mambo” dai lunghi abiti candidi. E dove la libertà dalla schiavitù e l’indipendenza è giunta con tale anticipo da far girare le scatole ai bianchi per secoli, Occidente razzista e coloniale che non ha mai perdonato lo sgarbo” di questo laboratorio. Divenuto oggi un cumulo di polvere, frane, detriti e miseria. Destino crudele per un’isola abitata da zombie che non hanno voce per chiedere soccorso immediato.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia