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Sindaci al Governo: “Pronti ad accogliere afghani”. Il Pd si mobilita, altolà di Salvini

An Afghan boy receives a bag containing food from a Red Cross member after arriving at Fiumicino airport after Taliban insurgents entered Afghanistan's capital Kabul, in Rome, Italy, August 16, 2021. Picture taken August, 16, 2021. Italian Ministry of Defence/Handout via REUTERS ATTENTION EDITORS - THIS IMAGE HAS BEEN SUPPLIED BY A THIRD PARTY. NO RESALES. NO ARCHIVES

C’è l’aperta disponibilità dell’associazione dei sindaci italiani per l’accoglienza di famiglie afghane in fuga dal neonato Emirato islamico. E il Pd prende l’iniziativa: dai voli umanitari chiesti subito per far rientrare i collaboratori afghani della missione italiana, a una “grande mobilitazione nazionale” proposta per l’accoglienza di quei profughi. Domani Enrico Letta riunisce la segreteria del partito. Preoccupata invece la Lega che temendo migliaia di disperati in fuga lungo la rotta balcanica, tira il freno a mano. “L’Italia non può permettersi di accogliere decine di migliaia di persone, tocca ad altri Paesi fare la loro parte”, avverte Matteo Salvini.

I sindaci italiani “sono pronti a fare la loro parte nell’accogliere le famiglie afghane. Non c’è tempo da perdere, sappiamo bene come i civili che hanno collaborato con le nostre missioni in Afghanistan oggi siano in forte pericolo, soprattutto donne e minori” afferma, in una nota, il sindaco Matteo Biffoni, delegato Anci per l’Immigrazione che rappresenta l’impegno di tutti i sindaci italiani a far fronte alla grave crisi umanitaria che si sta consumando in queste ore. “Il Governo si sta muovendo per salvare vite umane, attraverso l’azione delle prefetture sul territorio e i sindaci mettono a disposizione la propria esperienza, per questo abbiamo scritto al ministro dell’Interno Lamorgese e abbiamo avvisato il ministero della Difesa. Dobbiamo essere molto concreti. Sarà la storia – prosegue – a dare un giudizio su questi ultimi vent’anni di presenza militare in Afghanistan, oggi siamo consapevoli che è il momento di aiutare il Governo a mettere in salvo vite umane. Come scritto al ministero dell’Interno, siamo pronti ad ampliare la rete Sai già presente nei nostri territori per poter accogliere e inserire le famiglie che rientrano nel programma di protezione definito dal Governo del personale civile afghano collaboratore del contingente militare nazionale, la cosiddetta Operazione Aquila”. Un intervento che già è stato messo in atto tra il 2014 e il 2019, ma che davanti alla ritirata dei contingenti occidentali assume dimensioni piuttosto maggiori, quanto meno per mettere subito in sicurezza le famiglie dei collaboratori del contingente militare a Kabul e presso il comando di Herat.

Secondo Matteo Salvini, “accogliere in Italia alcune decine di persone che hanno collaborato con la nostra ambasciata mi sembra doveroso, ma che nessuno ci venga a parlare di accogliere decine di migliaia di afghani. In Italia abbiamo già accolto 35 mila clandestini, gli altri paesi europei facciano il loro”. L’ex ministro dell’Interno assicura che “la sicurezza di chi scappa è assolutamente un dovere”, ma non dimentica “il record europeo dell’Italia” sui migranti per i quasi 35 mila arrivati via mare fino ad agosto e con l’emergenza Covid ancora da bollino rosso.
Poi chiama l’ambasciatore dell’Afghanistan in Italia, Khaled Zekrya che incontrerà lunedì.

Mantiene la linea della ‘responsabilità’ Forza Italia. In una nota Silvio Berlusconi dice no alla “rassegnazione di fronte a quello che sta accadendo” e aggiunge: “Ora l’unica strada è quella della diplomazia e del soccorso umanitario a chi vuole lasciare quel martoriato Paese”. Nel dibattito sull’accoglienza non entrano i 5 Stelle. Forse anche per non esporsi alle bordate contro il loro ex leader, Luigi Di Maio per quelle foto del Ferragosto al mare, e non alla Farnesina a gestire le evacuazioni dei connazionali, previste e prevedibili.

Ad attaccare il ministro degli Esteri – oggi impegnato con il Consiglio degli esteri dell’Unione europea – è Matteo Renzi in una diretta Facebook organizzata, non a caso, dal suo ufficio a Palazzo Giustiniani. “Vedere Di Maio in spiaggia accanto a Emiliano mi ha fatto dispiacere”. “Ho scelto di interrompere le vacanze e sono rientrato al Senato, per sottolineare la gravità del momento”, rimarca seduto alla scrivania con il Tricolore alle spalle. “Questa diretta potevo farla dal mare o da casa, invece ho scelto di essere qui per dire che le istituzioni devono reagire”. Da qui la richiesta che il Parlamento si riunisca al più presto e discuta di politica estera che “richiede serietà”, sottolinea ancora. Stessa richiesta della Lega che però sceglie di non prendere di petto Di Maio per la sua assenza: “Non commento l’estate di questo o quel ministro, visto che mi hanno rotto le scatole per mio figlio a Milano Marittima”, spiega Salvini che però non fa sconti all’ex alleato: “Non c’è il diritto al riposo nel mese di agosto qualunque cosa accada nel mondo”. Quindi insiste sulla convocazione urgente delle Camere, definita “doverosa, anche se siamo al 17 agosto”.

Più tranchant Fratelli d’Italia: non vogliono aspettare che Di Maio e il responsabile della Difesa, Guerini riferiscano il 24 agosto alle commissioni di Camera e Senato (unico appuntamento assieme al Copasir ufficialmente convocato sul tema) e chiedono una mediazione alla presidente del Senato per anticipare l’informativa. “Sarebbe assurdo e inaccettabile che il Parlamento debba aspettare una settimana”, denuncia il presidente dei senatori di FdI, Luca Ciriani nella lettera inviata a Elisabetta Casellati. Lei non si tira indietro ricordando che sta seguendo la situazione con i ministri e garantisce che “il Senato è pronto a fare la sua parte” tanto da aver dato l’ok a convocare l’Aula. Prima, però, deve riunirsi la conferenza dei capigruppo per calendarizzare un’informativa in settimana. Ma l’ipotesi sembra remotissima, vista la situazione e le difficoltà logistiche delle evacuazioni. A Montecitorio tace il presidente Fico in attesa di sviluppi. Unico ad attivarsi subito è il Copasir che domani sentirà la direttrice del Dis (il dipartimento delle informazioni per la sicurezza che fa capo a Palazzo Chigi), Elisabetta Belloni.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia