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Rave party sul lago, la tragedia non ferma la carica dei 5mila: “Ci vorrebbe l’esercito”

DiRed Viper News Manager

Ago 17, 2021

Non si ferma il rave party abusivo nelle campagne intorno al lago di Mezzano, nel viterbese. Neanche la morte di un ragazzo di 24 anni, trovato senza vita ieri nella acque del lago, ha interrotto la festa a cui stanno partecipando oltre 5000 ragazzi giunti da tutta Europa a partire dalla notte tra il 13 e il 14 agosto, dopo aver ricevuto l’invito da parte degli organizzatori tramite gruppi privati sui social.

Secondo quanto riferito da Repubblica, altri giovani continuano ad arrivare sul posto: tra loro anche coppie con figli. Un’enorme distesa di auto, camper, camion tra tende, stand e casse che sparano musica ad alto volume. Una situazione esplosiva: tutti ammassati senza mascherine, in una zona di interesse archeologico-culturale.

Identificata la vittima

Intanto è stato identificato il ragazzo che la sera di Ferragosto si è tuffato nel lago, per poi scomparire. Si tratta di Gianluca Santiago, 24 anni, di nazionalità britannica ma residente a Reggio Emilia. Le ricerche, avviate dopo l’allarme lanciato da un suo amico inglese e andate avanti tutta la notte, sono purtroppo terminate ieri verso l’ora di pranzo nel peggiore dei modi. Si attendono ora gli esami tossicologici e i risultati dell’autopsia: sul corpo non sono stati trovati segni di violenza.

Non si placano le polemiche

Le autorità hanno bloccato le strade d’accesso alla zona e stanno effettuando sopralluoghi, ma anche monitorando continuamente la situazione con l’utilizzo di un elicottero, riferisce Tuscia Web. Ma alcune persone hanno trovato comunque il modo di arrivare al rave, anche a piedi, dove erano attese fino a 30mila presenze. Una volta terminata la festa, scatteranno i dovuti approfondimenti investigativi. Il programma prevede che il party vada avanti fino al 23 agosto: non si sa ancora, sottolineano dalla Questura di Viterbo interpellata da Repubblica, quando finirà. Le forze dell’ordine starebbero cercando una mediazione con gli organizzatori. “Ci vorrebbe l’esercito per mandarli via” hanno commentato alcuni poliziotti presenti sul posto.

I sindaci delle cittadine della zona, a partire da Stefano Bigiotti, primo cittadino di Valentano, così come diversi esponenti politici, stanno chiedendo da ieri l’intervento della ministra Lamorgese. Oggi anche il sindaco di Bolsena, Paolo Dottarelli, è intervenuto sul caso: “Non è accettabile ritrovarsi con 20.000 persone che hanno occupato un territorio nel nord della nostra provincia, patrimonio di questa nostra terra, per una manifestazione che si svolge nella totale illegalità– ha dichiarato- . “Auspichiamo un intervento delle autorità per il ripristino della legge e per un ritorno imminente alla normalità”.

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