• Dom. Ott 24th, 2021

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L’Ue è un nulla politico succube degli Usa, l’Afghanistan lo conferma

TOPSHOT - French and Afghan nationals line up to board a French military transport plane at the Kabul airport on August 17, 2021, for evacuation from Afghanistan after the Taliban's stunning military takeover of the country. (Photo by STR / AFP) (Photo by STR/AFP via Getty Images)

La storia dà torto e dà ragione, canta Francesco De Gregori. Eh sì, è proprio così. Normalmente non ce ne rendiamo conto, ma poi all’improvviso “la storia entra dentro le stanze” della nostra illusoria tranquillità, “brucia” le nostre vite, distrugge le nostre convinzioni. Perché, alle volte è bene ricordarlo, anche se ci sentiamo assolti siamo comunque coinvolti. È così che, in questo Ferragosto bollente e infernale, la storia ci ha buttato giù dai nostri piedistalli per dirci che, questa volta, ad avere torto, torto marcio, è stato il nostro amatissimo Occidente, e per aggiungere che è sempre il nostro Occidente ad averci fatto vergognare come mai ci era successo prima.

Perché no, non entri senza permesso in grande paese come l’Afghanistan e poi lo abbandoni così, dopo venti anni, perché ti sei stufato, perché costa troppo, perché l’opinione pubblica non vuole più… E poi, maledizione, non illudi tanti uomini e donne di quel paese e poi li getti nel tritarifiuti della geopolitica. E poi, se proprio decidi di battere in ritirata, non lasci per strada chi ti ha aiutato, chi ha lavorato per te. No, gli ambasciatori dovevano essere gli ultimi ad andarsene, dopo l’ultimo afghano amico dell’Occidente. E invece no, te ne sei fregato, hai sputato sulle loro vite come se fossero nulla. Lo hai fatto come i talebani sputano sulle vite delle donne.

No, l’Occidente non è stato migliore dei talebani. E bisogna avere il coraggio di dirlo, di urlarlo.

Nessuno si salva dallo schifo. Non si salvano gli Stati Uniti che questa guerra l’hanno voluta per pura vendetta ma che non hanno saputo né voluto fare un passo in più, rendendo l’Afghanistan un grande paese sotto l’influenza dei valori occidentali. Troppo complicato, troppo difficile, troppo faticoso costruire una nazione. Più facile combattere il terrorismo. Più facile fare gli sceriffi che i costruttori di civiltà.

Ma non si salva, purtroppo, nemmeno la nostra cara Europa, che si è dimostrata un nulla politico totalmente succube della potenza americana. Gli Yankees vanno in guerra? L’Europa va in guerra. Gli Yankees si ritirano? L’Europa si ritira. In un gioco di sudditanza che sinceramente non può che essere arrivato alla fine. E che stavolta lascia sul campo migliaia di vittime innocenti. 

Cosa fare allora, dopo aver raschiato il fondo della vergogna? Serve uno scarto in avanti. Serve ricominciare a costruire nazioni, a fondare civiltà. E a farlo deve essere l’Europa che deve conquistare il coraggio di farsi impero contemporaneo, di farsi superpotenza. Perché, oggi lo abbiamo capito, gli Stati Uniti decisamente non lo sono più. E allora servono dei nuovi Stati Uniti. Gli Stati Uniti d’Europa. Perché la storia siamo noi, noi europei. O almeno così dovrebbe essere. E solo con i nostri Stati Uniti, l’Europa sarà finalmente sovrana, potrà prendere le decisioni che servono, potrà essere padrona della propria storia.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia