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L’inferno estivo nelle carceri: ore d’aria bollenti e celle strapiene

DiRed Viper News Manager

Ago 17, 2021

Lucifero non ha fermato le Camere Penali che hanno visitato e stanno visitando gli istituti di pena nel mese di agosto. L’iniziativa Ferragosto in carcere, voluta anni fa dai Radicali, ha sempre visto la partecipazione dei penalisti che, nel corso dell’intero anno, programmano costantemente visite nelle prigioni. Ma andarci ad agosto ha un forte valore simbolico. Da un lato è un segnale di vicinanza a chi, nella maggior parte dei casi, subisce ingiustamente un trattamento che va oltre la privazione della libertà; dall’altro vuole essere un momento di denuncia delle condizioni di vita all’interno dei penitenziari affinché vengano presi i dovuti provvedimenti.

Nonostante il caldo feroce che sta attraversando il nostro Paese, gli avvocati di Bologna, Firenze, Torino, Prato, Palermo, Siena, Sassari, Taranto, Roma, Tempio Pausania, Cagliari, Reggio Calabria, Avellino, Cosenza, Verona, Paola, Catanzaro, Fermo, Milano e Udine hanno già visitato gli istituti che rientrano nel territorio di competenza delle rispettive Camere Penali. Subito dopo Ferragosto, gli avvocati di Santa Maria Capua Vetere, Nola, Napoli Nord (Aversa), Latina, Siena, Rimini, Parma, Pisa, Trieste, Reggio Emilia, Alessandria, Ferrara e della Basilicata effettueranno le loro visite.

Sono giunte all’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali le prime relazioni che confermano l’inadeguatezza delle strutture ad affrontare non solo il caldo infernale di questi giorni, ma anche a garantire quel minimo d’igiene necessaria per scongiurare malattie infettive. In moltissimi casi non è prevista la presenza di ventilatori né di frigoriferi. Le docce, poste fuori dalle stanze e di uso comune, possono essere utilizzate solo una volta al giorno, ma l’assenza di manutenzione e il frequente intasamento degli scarichi le rendono spesso inservibili. L’ora d’aria, prevista a partire dalle 13, non è praticabile per il sole rovente che colpisce i cortili privi di zone d’ombra. Manca il personale e sotto organico sono tutte le figure necessarie per avviare un serio recupero sociale, come i funzionari pedagogici.

Quando le visite saranno terminate, l’Osservatorio dell’Unione Camere Penali Italiane elaborerà un documento che sarà inviato alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia, che conterrà non solo la descrizione di quanto visto, ma indicherà anche  i provvedimenti urgenti da adottare. Tra questi figurerà certamente l’assegnazione di maggiori risorse economiche e umane da destinare agli istituti penitenziari. Ciò che occorre, però, è un nuovo approccio culturale nei confronti dell’esecuzione penale, finalmente orientato sui principi della nostra Costituzione. Le recenti dichiarazioni della guardasigilli e la sua storia possono aprire un raggio di luce in un mondo da troppo tempo, o forse da sempre, al buio.

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