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Amnistia e donne al governo (ma nel rispetto della Sharia): le prime promesse dei Talebani dopo la riconquista di Kabul

DiRed Viper News Manager

Ago 17, 2021

Una amnistia generale per tutti i funzionari delle vecchie autorità afghane, invitati a tornare a lavoro per non bloccare la macchina burocratica, e l’invito alle donne ad entrare nel governo “ma secondo le regole della Sharia”, la legge islamica.

Sono i primi punti del ‘programma’ politico dei Talebani dopo la riconquista della capitale afghana Kabul e la precipitosa fuga del personale diplomatico occidentale dal Paese.

“Un’amnistia generale è stata dichiarata per tutti”, si legge in un comunicato diffuso dal gruppo islamico, “pertanto dovreste riprendere le vostre abitudini di vita con piena fiducia”.

Alla Associated Press il membro della commissione Cultura degli insorti, Enamullah Samangani, ha confermato quella che potrebbe essere definita una svolta ‘moderata’ del movimento. “L’Emirato Islamico non vuole che le donne siano vittime – ha affermato Samangani -. Dovrebbero far parte del governo, secondo i dettami della Sharia“, pur non chiarendo quali dovrebbero essere le regole da seguire per far parte del prossimo esecutivo talebano.

Anche sull’amnistia non mancano dubbi sulle reali intenzioni dei Talebani. A confermare che in realtà i membri del movimento islamico abbiano ben altre intenzioni sono anche le parole consegnate ieri ai giornalisti italiani da Arif Aryakhail, medico dell’Ais Kabul, sbarcato all’aeroporto romano di Fiumicino con il volo dell’Aeronautica militare partito da Kabul con a bordo circa 70 persone tra cui una cinquantina di membri del personale diplomatico italiano e una ventina di ex collaboratori afghani, compreso lo stesso medico.

“I Talebani stanno cercando i nostri colleghi casa per casa. Stanno rischiando. La situazione negli ospedali è gravissima”, aveva infatti chiarito Aryakhail.

Anche il quotidiano francese Le Figaro racconta di un quadro ben diverso da quello proposto dai Talebani. Per il giornale d’oltralpe infatti il movimento che ha ripreso il potere “placa la popolazione di Kabul, ma nelle province aumentano gli abusi“. In particolare vi sarebbero casi di sequestri e di gravi violazioni dei diritti umani nelle province più remote, quelle più lontane dai riflettori dei media occidentali. “A Ghazni, Kandahar e in altre province afghane, i talebani hanno arrestato e giustiziato soldati, polizia e civili, con presunti legami con il governo afghano“, secondo l’ultimo rapporto di Human Rights Watch. Secondo Le Figaro sono stati segnalati matrimoni forzati in tutto il Paese, col giornale che riporta la testimonianza di una giornalista di una provincia meridionale afghana: “Ordinano alle famiglie di consegnare una ragazza o una donna non sposata, per offrirla a uno dei loro combattenti. E reclutano giovani”.

 

L’articolo Amnistia e donne al governo (ma nel rispetto della Sharia): le prime promesse dei Talebani dopo la riconquista di Kabul proviene da Il Riformista.