• Mar. Ott 26th, 2021

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I sintomi della variante Delta sono più gravi?

Dopo un anno di pandemia, con la variante Delta imperante e la riapertura delle scuole alle porte, molti genitori si chiedono: quali sono i sintomi nei bambini a cui bisognerà prestare attenzione? La variante ha aggravato alcuni delle manifestazioni del Covid a cui eravamo abituati? Il New York Times ha tentato di fare chiarezza sul tema, precisando che, sebbene l’argomento sia ancora oggetto di studio, il dato certo è che il vaccino riduce le ospedalizzazioni e i sintomi gravi. 

Sono i non ancora vaccinati, come i più piccoli, i più esposti alla variante Delta. In Italia, secondo l’ultimo report dell’Iss, il tasso di ospedalizzazione negli ultimi 30 giorni per i non vaccinati è stato oltre sette volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo, ovvero 52 contro 7 ricoveri per 100.000 abitanti. Aumenta anche l’incidenza dei contagi fra i bambini nella fascia 0-9 anni, con tasso leggermente superiore ai 50 casi per 100.000 abitanti: non accadeva da inizio maggio. I pediatri di New York City, dove il 67% degli adulti sono completamente vaccinati, descrivono al New York Times la situazione che si stanno trovando di fronte: i sintomi più forti si stanno presentando più che altro nei bambini e negli adolescenti che non hanno ancora ricevuto il vaccino, soprattutto quelli che hanno condizioni preesistenti come diabete e obesità. Febbre, tosse, stanchezza, problemi gastrointestinali, mal di testa e mal di gola costituiscono il ritratto classico dell’insorgenza del Covid nei bambini. Può accadere che un bambino sviluppi dei sintomi in modo più forte rispetto ad un altro: secondo il New York Times, il perché succeda una cosa del genere è ancora un mistero per i medici. 

Secondo un report dell’American Academy of Pediatrics (AAP) e il Children’s Hospital Association, meno del 2% dei bambini ha avuto bisogno di ricovero ospedaliero. Stando ad una recente meta analisi pubblicata su PNAS, il 47% dei bambini esaminati sono asintomatici. Ma c’è anche chi manifesta dei sintomi. Quest’ultimi includono febbre, mal di gola, nausea, diarrea e altre manifestazioni che ritroviamo anche negli adulti come tosse, difficoltà nel respirare, stanchezza, mal di testa e mal di ossa, perdita di olfatto e gusto, congestione nasale. 

Andrew T. Chan è un epidemiologo del Massachusetts General Hospital e uno degli scienziati a capo della ricerca “Covid Symptom Study”, che ha tracciato milioni di persone dal Regno Unito, gli Stati Uniti e la Svezia, monitorando tramite un’app i loro sintomi. Al New York Times spiega che il vaccino protegge della variante Delta: chi si infetta tende ad avere sintomi meno gravi e meno prolungati nel tempo. Nel caso dei vaccinati, i sintomi sono simili a quelli di un comune raffreddore. Mal di testa, naso colante, starnuti e mal di gola sono lamentati da questi pazienti. Febbre e perdita di gusto e olfatto, invece, vengono riportati in misura molto ristretta. Il quadro cambia con i non vaccinati, tra i quali rientrano anche i bambini.

Quello che è certo, al momento – scrive il New York Times – è che la variante Delta è quasi il doppio più contagiosa di precedenti varianti. Si replica velocemente nel corpo e le persone possono ospitare grosse porzioni del virus nel naso o nella gola. Secondo uno studio del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), contenuto in un documento interno pubblicato dal Washington Post, si diffonderebbe “come la varicella”. I pazienti non vaccinati rappresentano la maggior parte degli ospedalizzati per Covid. Nelle aree in cui c’è la più bassa concentrazione di vaccinati come nel Louisiana, in Texas e in Arkansas, i bambini non vaccinati e i giovani hanno più alte probabilità di finire in ospedale rispetto ad altri periodi che abbiamo vissuto in questa pandemia. Ma i ricercatori non sono ancora certi che sia la variante Delta, da sola, la responsabile di questi sintomi così gravi.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia