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Afghanistan, la legge dei talebani fa paura agli afghani

Afghans crowd at the airport as they wait to leave from Kabul on August 16, 2021. (Photo by Shakib Rahmani / AFP) (Photo by SHAKIB RAHMANI/AFP via Getty Images)

All’indomani della presa di Kabul, continua la corsa disperata dei civili verso l’aeroporto della capitale. Mentre gli occidentali vengono rimpatriati via via – i nostri connazionali arriveranno, insieme ad alcuni collaboratori afghani, tra poche ore – gli afghani hanno paura di quel che sarà. Sono migliaia i cittadini che hanno preso d’assalto lo scalo, nel tentativo di varcare i confini ed essere al sicuro. I voli commerciali dall’aeroporto di Kabul sono stati annullati proprio per il caos che in questi momenti si sta registrando sulle piste.

I soldati americani hanno sparato in aria. Lo ha riferito un testimone alla Afp. “Ho molta paura. Sparano colpi in aria. Ho visto una ragazza che veniva schiacciata e uccisa”, ha detto.

Le persone che si sentono maggiormente in pericolo sono quelle che, in questi 20 anni di guerra, hanno collaborato con gli occidentali. Per alcuni di loro gli stati si stanno attivando per l’accoglienza, ma tanti sono quelli che restano lì. E che sanno di essere i primi a rischiare la vita.

L’Europa resta a guardare, nella consapevolezza che a breve potrebbe esserci una nuova ondata migratoria di persone che scapperanno dal nuovo regime. Ed avranno il diritto di chiedere asilo. Al momento, una linea d’azione univoca non c’è. L’Austria opta per i rimpatri, ad esempio, l’Albania – che non fa parte dell’Ue – invece accoglie. L’Italia ha già fatto arrivare entro i suoi confini 228 collaboratori afghani, una ventina arriverà con il volo di oggi e altri – ha assicurato la ministra Luciana Lamorgese – arriveranno nei prossimi giorni. La Spagna ha fatto un’operazione simile. Da 60 Paesi, intanto, arriva un appello: “Tutti i cittadini afghani e internazionali attualmente in Afghanistan devono essere aiutati a lasciare il Paese in sicurezza e gli aeroporti devono rimanere aperti”, si legge. Tra i firmatari sottoscritto Usa, Australia, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Corea, Qatar, Gran Bretagna. In un comunicato congiunto i governi richiamano alla responsabilità “tutti coloro che sono in posizione di potere e autorità affinché vengano protette le vite umane e le proprietà e per il ripristino immediate della sicurezza e dell’ordine civile”. Nel comunicato si aggiunge che “gli afghani hanno il diritto di vivere in sicurezza e dignità e la comunità interazionale deve essere pronta ad assisterli”.

I talebani, dal canto loro,, hanno lanciato un nuovo video in cui il vicecapo promette “serenità” alla nazione e di occuparsi dei bisogni della gente. “Questa è l’ora della prova. Noi forniremo i servizi alla nostra nazione, daremo serenità alla nazione intera e faremo del nostro meglio per migliorare la vita delle persone”, dice nel video, citato dalla Bbc, il mullah Baradar Akhund seduto nel palazzo presidenziale circondato da miliziani armati. “Il modo in cui siamo arrivati era inatteso e abbiamo raggiunto questa posizione che non ci aspettavamo”, dice ancora Akhund.

I fondamentalisti dichiarano che la guerra è finita che sarà chiaro “presto” che tipo di governo ci sarà. E assicurano che il gruppo è pronto a dialogare con “personalità afgane”, a cui verrà garantita la necessaria protezione. Il portavoce ha ribadito che la sicurezza sarà garantita ai cittadini e alle missioni diplomatiche. Rassicurazioni che, chiaramente, non bastano a tranquillizzare gli animi degli afghani.

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia