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Aeroporto Kabul, voli presi d’assalto: spari e vittime. “Situazione pacifica”

DiRed Viper News Manager

Ago 16, 2021

La situazione a Kabul, dopo la loro presa del potere dei talebani, è “pacifica” e non si ha notizia di scontri”. E’ quanto afferma una personalità dei jihadisti, citato dalla Bbc, che non fornisce il nome. A poche ore dalla presa della capitale afghana, il vice capo dei talebani, il mullah Baradar Akhund, in un nuovo video diffuso fa sapere che adesso è il momento di provvedere al popolo afghano e migliorare le loro vite.

“Ora è il momento della prova, daremo servizi alla nostra nazione, daremo serenità a tutta la nazione, andremo il più lontano possibile per il miglioramento delle loro vite – dice nel video citato dalla Bbc -. Il modo in cui siamo arrivati è stato inaspettato in quanto abbiamo raggiunto una posizione che non era mai stata prevista”.

Aeroporto Kabul, assalto e spari: vittime

Intanto alle immagini della fuga dall’Afghanistan, sia in auto che tentando direttamente sulla pista l’assalto agli aerei in partenza, si registrano almeno tre persone uccise da colpi di arma da fuoco all’aeroporto internazionale di Kabul, dove sarebbe in corso un pesante scontro a fuoco. A dirlo il Wall Street Journal e diversi reporter ancora sul posto via Twitter. Alcuni testimoni, citati dal quotidiano statunitense, avrebbero visto i corpi insanguinati a terra appena fuori dall’edificio del terminal. L’esercito Usa sta gestendo la sicurezza dell’aeroporto di Kabul dove sono in corso le evacuazione da parte di diversi Paesi occidentali, Italia compresa.

In precedenza marines statunitensi avevano sparato colpi di avvertimento in aria, dopo che centinaia di afgani hanno violato il perimetro di sicurezza e si sono precipitati a bordo di un aereo da trasporto C-17 sulla pista. Dai social arrivano video di persone che si arrampicano sulle scalette degli aerei, letteralmente presi di assalto dalla popolazione civile nella speranza di lasciare il Paese.

Feriti in ospedale

“Nella giornata di ieri, soprattutto a partire dal primo pomeriggio, abbiamo iniziato a ricevere molti feriti, circa 80, principalmente con ferite da arma da fuoco. Abbiamo aggiunto dei letti, ne avevamo 100, adesso abbiamo raggiunto il numero di 115. In questo momento siamo completamente pieni”. Così Alberto Zanin, coordinatore medico del Centro chirurgico per le vittime di guerra dell’ospedale di Emergency di Kabul. “Dall’interno del nostro ospedale – ha spiegato nel corso di un collegamento con ‘Radio anch’io’ su Rai Radio1 – percepiamo una grande confusione e preoccupazione da parte della comunità di Kabul. Stiamo osservando il cambio di tutte le posizioni di responsabilità, che prima erano ricoperte dalle forze governative e adesso stanno via via stanno passando nelle mani dei talebani”.

“In città siamo rimasti in sette del nostro team internazionale, quelle che sono più a contatto con la cura dei pazienti. Stiamo continuando a lavorare, riceviamo pazienti e cerchiamo di svuotare l’ospedale dai feriti per garantire cure a più persone possibili. Non lasceremo il paese, questo è la direzione dell’organizzazione”, conclude Zanin.

Fuga Ghani, raffica di critiche

Poche ore dopo aver annunciato la sua fuga, giustificata su Facebook dall’intenzione di “evitare un bagno di sangue”, il presidente afghano, Ashraf Ghani, è stato subissato dalle critiche sui social, in cui viene accusato di vigliaccheria, di un gesto egoista e sconsiderato e “antipatriottico”, mentre l’Afghanistan cadeva nelle mani dei talebani. Fra i maggiori critici, il suo ministro della Difesa, Bismillah Khan Mohammadi, che su Twitter – scrive Bbc – sbotta: “Ci hanno legato le mani dietro alla schiena e venduto la nostra patria. Maledetto sia il riccone e la sua gang“, riferendosi a Ghani. Ma la fuga del presidente, che sarebbe riparato in Uzbekistan, forse via Tagikistan, viene considerata dai critici solo come la “ciliegina sulla torta”, dopo aver lasciato – si afferma – che la corruzione dilagasse, che l’esercito lo abbandonasse e dopo aver fallito nel contenere e nel trattare coi talebani. Un corrispondente del New York Times a Kabul, Sharif Hassan, scrive che “gli afghani non perdoneranno mai Ghani e i suoi due leccapiedi, Mohib e Fazly”, riferendosi ai suoi due principali consiglieri.

Intanto è previsto nel primo pomeriggio di lunedì 16 agosto l’arrivo a Roma, all’aeroporto di Fiumicino, del volo KC-767 dell’Aeronautica Militare con a bordo il personale diplomatico italiano che era stanziato a Kabul e circa 20 ex collaboratori afghani assieme alle loro famiglie.

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