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Piera inesauribile e diversa, una femminilità sempre in bilico tra il grottesco e il dolore

ROME, ITALY - MARCH 13: Actress Piera Degli Esposti attends 'Benvenuto Presidente' photocall at Cinema Adriano on March 13, 2013 in Rome, Italy. (Photo by Elisabetta A. Villa/Getty Images)

“Lucio non era fatto per la morte, ma per la vita: stare vicino a lui era come stare vicino ad un vulcano. Aveva sempre in mente qualcosa da scoprire, esplorare, conoscere, inventare. Per questo, la sua morte ha sorpreso tutti”: con questa frase, Piera Degli Esposti, diede un senso preciso al mio film su Lucio Dalla (Senza Lucio, 2014). Si conoscevano dalle elementari, erano stati a scuola insieme a Bologna e, da adolescenti, Dalla la portava in giro con la sua Lambretta. “Era già cicciottello, sempre sudato, ma seduta dietro a lui gli cingevo i fianchi generosi che mi ricordavano il mio attore preferito: Robert Mitchum”.

Così preferito che un giorno Lina Wertmuller le fece la sorpresa di invitarla a cena e di farglielo trovare davanti: “Rimasi senza fiato”. Il fiato era la grande risorsa di Piera e anche il suo problema, da anziana, da quando i polmoni cominciarono a darle seri problemi. Proprio a lei che era diventata una leggenda a teatro con il monologo di Molly Bloom (Molly cara, una riduzione da Joyce di Tito Schirinzi e Giuseppe di Leva), un tour de force lessicale, respiratorio e scenico che lasciò a bocca aperta anche Eduardo e che sta all’avanguardia  teatrale degli anni ’70 come La sagra della primavera alla musica del’ 900. Da dove veniva fuori un’attrice così inesauribile e diversa, una voce così ricca di sottovoci, una femminilità sempre in bilico tra il grottesco e il dolore, l’allucinazione e la farsa? Piera era stata forgiata da una vita unica: la sua relazione con una madre seriamente disfunzionale divenne il soggetto di un film di Ferreri (Storia di Piera), ma già prima aveva abitato i set dei Taviani, di Moretti, di Pasolini, e poi di Bellocchio, 

 

Torino, Italy - 32nd Torino Film Festival, Nov 2014 - in the photo: Mario Sesti director and Piera Degli Esposti actress in the movie 'Senza Lucio' (Photo by Giulia Candussi/Corbis via Getty Images)

 

Fu proprio per Il divo, in cui interpretava la segretaria di Adreotti/Servillo, che Dalla mi chiamò perché lo aiutassi a fare lobby (legittima) per farle vincere il David di Donatello. Lavorammo di cellulare quasi un mese per raggiungere tutti i votanti che potevamo contattare perché la sua candidatura come migliore attrice non protagonista andasse a buon fine. Sono orgoglioso di poter dire che lo vinse anche per noi (ma forse non ne aveva bisogno). Gli attori, quando vincono i premi, sono più felici dei bambini quando arriva Babbo Natale. I premi sono la prova che il sospetto che li fa alzare la mattina (cioè di essere unici, senza se e senza ma) abbia un fondamento di verità. Piera era un’ attrice, e fu felice come forse non lo fu mai, soprattutto da bambina. In realtà Piera era un’attrice, grandissima (e anche una scrittrice come dimostrano i suoi libri). Scioglieva le parole dentro la pasta di una tonalità, le emozioni coloravano delle sillabe e svanivano dentro suoni elusivi, trasparenze sonore. Non recitava delle battute, le assorbiva in un sussurro, un alito carico di gioia e rimpianto.

Era molto divertente e spiritosa: aveva uno stile d’ironia che sfidava la platea con una impassibilità incorruttibile. Un po’ Mae West e un po’ Mitchum. “Stasera ho parlato solo di uomini:  non è da me”, disse alla sua festa degli 80 anni dopo aver confessato seriamente di aver pensato di spararsi. Ma che poi, alla fine, aveva preferito i festeggiamenti. Nessuno ha sospettato non fosse vero, mentre lo diceva. Da dove attingeva quella malizia fragile e perversa, ansiosa e ingenua, la stessa che in L’ora di religione fa dire al suo personaggio che “se al mondo ci sono più persone che credono in dio di quante non lo facciano una ragione ci sarà”? Piera era in terapia intensiva da mesi, Nicola Conticello, il suo publicist che negli ultimi anni gli è stato più vicino di qualsiasi altro, mi resocontava regolarmente sul peggioramento stabile e costante delle sue condizioni, sempre più inaccettabili.

 

Italian film actress Piera degli Esposti, Roma, Italy, 10th April 1996. (Photo by Leonardo Cendamo/Getty Images)

 

Mi ricordo una volta che la chiamai per qualcosa, per farle dei complimenti, per qualcosa che aveva fatto, per qualcosa che avevo visto e nelle sue parole, nel suo respiro affannoso, c’era un desiderio inaudito di conferme che lasciava sorpresi e storditi. Era Piera Degli Esposti, un nome da proferire in piedi, con il cappello in mano, su un palco o dentro la platea di un cinema, prima dei titoli di testa. Non era giusto avesse bisogno di qualcuno che la chiamasse per dirle quanto era brava e non era fatta per la morte. Neanche lei.

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia