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Nessun sacrificio della privacy nella lotta alla pedo-pornografia, assicura Apple

DiRed Viper News Manager

Ago 15, 2021

AGI – Non c’è un sacrificio della privacy nella lotta alla pedo-pornografia decisa da Apple. “C’è stata molta confusione intorno alla nostra comunicazione”, ha detto Craig Federighi, il capo del software del gigante americano dell’elettronica, in un’intervista al Wall Street Journal.

Il dirigente Apple ha difeso il nuovo software ideato dalla società per combattere la pornografia infantile anche se il nuovo servizio ha sollevato preoccupazioni sulla difesa della privacy per l’iPhone. Federighi nell’intervista al Wsj ha sottolineato che il nuovo sistema sarà verificabile pur ammettendo degli errori nella presentazione della scorsa settimana dei due nuovi strumenti.

Il primo ha lo scopo di identificare le immagini sessualmente esplicite di bambini memorizzate nel servizio di cloud storage della società e il secondo permetterà ai genitori di monitorare meglio quali immagini vengono condivise con e dai loro figli attraverso i messaggi di testo.

“Molti messaggi sono stati confusi in termini di comprensione delle cose”, ha detto Federighi. “Avremmo voluto che la novità fosse più chiara per tutti, perché ci sentiamo sicuri di quello che stiamo facendo”. Il gruppo di Cupertino si è costruito una reputazione per difendere la privacy degli utenti e l’azienda ha inquadrato i nuovi strumenti come un modo per continuare questo sforzo, proteggendo anche i bambini. Apple e altre aziende tecnologiche hanno affrontato la pressione dei governi di tutto il mondo che chiedevano accesso ai dati degli utenti per sradicare la pornografia infantile illegale. Gli sforzi di Apple hanno attirato le lodi di alcuni ma anche numerose critiche. Una lettera aperta contro queste tecnologie e’ stata firmata da varie Ong e oltre 7.700 persone, tra cui l’ex informatico della Cia e whistleblower Edward Snowden.

La preoccupazione principale è se Apple può utilizzare il software che identifica il materiale illegale senza che il sistema sia sfruttato da altri soggetti, come i governi. Ipotesi tuttavia che Apple nega con decisione. Federighi ha spiegato che i nuovi sistemi sarà protetto da “più livelli di verificabilita’”.

Noi ci consideriamo assolutamente all’avanguardia sulla privacy, vediamo quello che stiamo facendo come un avanzamento dello stato dell’arte nella privacy, per consentire un mondo più privato”, ha aggiunto Federighi. Uno degli strumenti, annunciato la scorsa settimana, prevede un allarme quando qualcuno carica foto pornografiche di bambini sul servizio di cloud storage della società, noto come iCloud. A differenza di altri fornitori di cloud, Apple non scansiona tutto ciò che si trova nell’account online di un utente. Apple ha ideato un mezzo per identificare le immagini sull’iPhone che corrispondono a un database di immagini illegali conosciute. Se una persona non carica mai immagini su iCloud, allora Apple non viene avvisata. Se un numero sufficiente di immagini offensive viene caricato su iCloud, il sistema avvisa Apple e l’azienda controlla quelle specifiche immagini per confermare che siano vietate prima di segnalarle al National Center for Missing and Exploited Children, il centro per le segnalazioni di abusi sui minori.

Articolo proveniente da AGI – Agenzia Giornalistica Italia