• Dom. Ott 24th, 2021

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L’abbraccio dello Stato a Genova

 

Nei giorni distratti di ferragosto e in quelli tristi di Kabul, una foto campeggia sulla prima pagina del Secolo XIX. Marta Cartabia, ministro della Giustizia, stringe a sé, in un abbraccio struggente, la mamma di una delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi. Un gesto commovente che segna la presenza dello Stato, in un Paese in cui da tanti anni si chiacchiera molto e si agisce poco. La ferita di Genova, tre anni dopo, è ancora aperta. E sanguina. Lo sa bene il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, che ha riconosciuto il tradimento della fiducia che i cittadini ripongono nei confronti delle istituzioni. Draghi ha anche detto che qualsiasi messaggio non può riportare in vita le persone care né cancellare il dolore dei familiari e di tutta la città. Cartabia, per ciò che le compete, ha garantito che non c’è mai stato alcun rischio di prescrizione per il processo sul Ponte Morandi.

Parole necessarie, quelle di Draghi e Cartabia, ma più delle parole poté e potrà quel gesto, quell’abbraccio, quella commozione sincera.

La mamma, che ancora si dispera, stringendo Cartabia ha stretto un pezzo di Stato che si ripropone davanti ai parenti delle vittime con l’ennesima richiesta di fiducia. Quell’ imnagine dice, vuole dire, che lo Stato c’è, che lo Stato, anche quando sbaglia per inefficienza e superficialità, non può sparire. Certo, promette, continua a promettere che eventi così tragici e dolorosi non si ripeteranno più, ma sono le persone che lo promettono, a nome dello Stato, a ispirare fiducia. 

Cartabia è sempre stata descritta come donna algida e distante. Etichette. Stereotipi. Quell’immagine parla e dice di un ministro capace, con un abbraccio e parole sobrie, di farci riabbracciare chi non c’è più, chi c’è ancora e non smette di provare dolore, di farci riabbracciare lo Stato. Genova, con il suo nuovo Ponte, guarda il mare nei giorni distratti di ferragosto e in quelli tristi di Kabul. Ma sa, con quell’abbraccio, di non essere più sola.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia