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Cecilia Strada: “Ero fiera di mio padre. Mai gelosa di Emergency, era il mio fratello più piccolo”

Founder of Italian medical charity Emergency, Gino Strada (L) and President of the charity, Strada's daughter Cecilia, answer questions during a press conference at the foreign press club on April 16, 2010 in Rome. The heads of Italian medical charity Emergency Friday defended the three employees who were detained over an alleged assassination plot in Afghanistan last weekend. AFP PHOTO / DAVIDE BERETTA (Photo credit should read DAVIDE BERETTA/AFP via Getty Images)

“Sono in mare a salvare vite come mi aveva insegnato mio padre”. Il primo commento di Cecilia Strada, dopo la morte del padre, è stato questo. Per tutti era il dottor Gino. Per lei, ancora di più. “Il primo ricordo che ho di lui è di questo viaggio pazzesco coast to coast nei parchi del Nordamerica, lo avevamo raggiunto con mia madre mentre lavorava all’Università di Pittsburgh facevamo sempre un gioco, quello della famiglia degli orsi”. Ecco la sua intervista al Corriere della Sera. 

È mai stata gelosa del fatto che suo padre fosse altrove a curare altre persone?

«No, in realtà ne ero fiera. Con la mamma chiamavamo Emergency “il mio fratello più piccolo”. Avevo 15 anni all’epoca e certo non è facile vedere qualcos’altro che si porta via tutta l’attenzione. Ma sono stata parte di quel momento. La prima centralinista di Emergency ero io che rispondevo al telefono di casa. Certo, poi c’erano i periodi in cui mi arrabbiavo e dicevo “perché nessuno qui mi si fila?”. Ci ha tolto tempo e quotidianità ma ci ha dato anche tantissimo».

Suo padre era molto amato ma anche osteggiato, considerato burbero e troppo diretto, a volte. Che cosa ha ereditato del suo carattere?

«In positivo sicuramente la tenacia e l’ostinazione. In negativo, la tendenza a mettere in secondo piano gli affetti rispetto ai miei obiettivi e capisco quanto questo possa essere difficile per le persone che mi stanno intorno».

Dopo la morte di sua madre Teresa nel 2009, è diventata presidente di Emergency. Poi nel 2017 ha lasciato. All’epoca si parlò di dissidi con suo padre sulla gestione. Avete ricucito?

«È stato evidentemente un momento molto duro. L’impegno era diventato totalizzante e dunque anche il nostro rapporto passava attraverso quello, all’epoca. Poi uno prende fiato e capisce la differenza tra la missione e gli affetti. Al di là delle divergenze e delle diverse prospettive, l’amore non mi è mai mancato. Così l’ho chiamato e gli ho detto “ti va se ci vediamo senza parlare di Emergency?” e così è stato da quel momento».

Articolo proveniente da Huffington Post Italia