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Le spese impossibili dei camionisti: “Il doppio che in Germania”, per questo non bastano 3mila euro al mese

DiRed Viper News Manager

Ago 14, 2021

Ha fatto discutere l’intervista rilasciata da un imprenditore al Corriere della Sera in cui denunciava il problema di non riuscire a trovare personale per guidare i suoi camion. L’imprenditore sarebbe alla disperata ricerca di 60 autisti a cui offre la paga di 3mila euro al mese. Ma nessuno ha risposto al suo appello. La cifra a vederla così sembra allettante ma i camionisti stessi spiegano perchè in realtà, a conti fatti, è irrisoria.

Spese vive: il confronto con la Germania

La prima riflessione da fare riguarda le spese vive di gasolio e autostrade. Facendo un confronto con la Germania, in Italia, gli stessi 200 km percorsi costano più o meno 20 euro di Gasolio e 17 di autostrada. Per un costo di 37 euro. In Germania invece gli stessi chilometri costano 14 euro di gasolio e zero di autostrada. Dunque lo stesso tragitto a un italiano costa 37 euro, a un tedesco 14.

Per risolvere il problema, c’è chi invoca a gran voce una tariffa annuale per utilizzare tutte le autostrade d’Italia. Una sorta di abbonamento con un prezzo fissato a 80 euro. Ma in Italia questa sembra essere ancora una utopia.

Stipendi a confronto con gli altri Paesi

Tra gli imprenditori c’è chi per risolvere il problema della penuria di camionisti vorrebbe incentivare l’ingresso di immigrati. Come se i 3mila euro offerti fossero un ricco stipendio. Ma in realtà in altri paesi lo stesso lavoro è pagato meglio e in condizioni lavorative migliori. Un utente su Facebook commenta raccontando che ha chiesto ai colleghi Ucraini se per 3mila euro verrebbero a lavorare in Italia. “Tremila euro li prendiamo qui e la sera stiamo a casa con la famiglia, la voce si è già sparsa da tempo che in Italia gli autisti sono trattati peggio dei cani”. “Io lavoro per un’azienda dell’Est e pagano di più che in Italia”, conferma un altro autista.

Perchè non bastano 3mila euro al mese

L’imprenditore citato all’inizio proponeva uno stipendio di 3mila euro al mese per 9 ore di guida al giorno in 5 giorni a settimana. Regolare contratto. “Si è dimenticato si specificare che le 9 ore sono quelle di guida – spiega un camionista – Poi manca il resto: calamite, carico e scarico, tempi di attesa. Se va bene sono impegnati per 18 ore al giorno per tutta la settimana, per 3000 euro? Composti come ? Accorpato di tfr, 13esima e 14 esima? La vorrei vedere una busta di quelle…sarebbe un lordo da minimo 6500 euro”.

Eppure per diventare camionista bisogna investire molto tempo e denaro per poi riuscire a trovare un impiego. “La patente che ti permette di guidare un autotreno, con relativo cqc costa 4- 5.000€ e devi penare e impegnarti per 1 anno di studio – racconta un camionista – Una volta ottenuto il titoli devi fare attenzione a non perderla, specie nelle ore di guida e riposi. Poi arriva un imprenditore che ti offre 1.800€ al mese con tutto il rischio che comporta il nostro mestiere. È avvilente”.

I rischi per la sicurezza

La sicurezza è infatti un punto importante. Non sempre le richieste dei datori di lavoro rispettano le ore di guida stabilite per legge. A volte penalità imposte sui ritardi spingono gli autisti a guidare per ore e ore continuativamente, a correre per le strade, anche di notte, e a rischiare la vita per riuscire ad arrivare in tempo per la consegna. A questo si aggiunge che le autostrade italiane hanno spesso un altro fattore di rischio imprevedibile: chiusure, aperture, lavori in corso, incidenti e qualsiasi altro imprevisto che possono causare anche ore nel traffico che è impossibile prevedere.

Diritti spesso negati

“E il tfr..? Lo prendi solo metà, il resto non te lo danno. Perchè? Risposta: politica aziendale – racconta un altro camionista – le ferie uguale. Parcheggio a pagamento? se te lo dice l’ufficio lo rimborsano altrimenti te lo paghi tu”. E per un camionista non esistono sabati e domeniche, non ci sono festività. Si lavora sempre e a volte il turno finisce lontanissimo da casa, bisogna calcolare anche le ore che ci vogliono per fare ritorno e quelle non rientrano nel compenso. Per non contare i rischi sulla sicurezza che corrono gli autisti. Storie di rapine notturne sono all’ordine del giorno.

“Tutti noi autisti dobbiamo fare il nostro dovere, lavorare ed obbedire. Ma i nostri diritti? – commenta amaro un altro camionista – Tredicesima quattordicesima bonus TFR A.N.f., Ore di guida notturne pagate a dovere, festivi. Stipendio base e in più le ore di guida circa quasi undici euro l’ora? E poi soprattutto iniziare a rispettare una volta per tutte le ore di guida senza trucchetti vari perché non debbo rimetterci la patente ed essere trattato come un ladro quando mi ferma la polizia cioè per lavorare devo rubare? Iniziate a fare un po’ tutto questo e vedete che forse mancherebbero meno autisti”.

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