• Mar. Ott 26th, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

Draghi al Quirinale e voto anticipato. Ecco perché

Non vorrei rovinare il ferragosto dei colleghi parlamentari, -tutti-me compreso- costituzionalmente allergici alle elezioni politiche. Ma ogni tanto si deve votare, e -se deve succedere – è meglio saperlo prima.

Secondo me si stanno allineando una serie di fattori che ribalteranno la previsione fin qui generale di uno svolgimento completo della legislatura. A fine estate darei decisamente in rialzo lo scenario di elezioni politiche anticipate dopo l’elezione del Capo dello Stato.

Le ragioni sono molteplici. La prima è semplicissima: la solidarietà nazionale è un mestiere difficile, lo era per democristiani e comunisti negli anni settanta, figuriamoci per i politici di oggi, nati, cresciuti e pasciuti nella repubblica dei talk e delle risse televisive. E’ tutto un fiorire di paletti identitari su giustizia, ius soli, ddl Zan, migranti. Il governo fa da sfondo a una campagna elettorale continua dei partiti che dovrebbero sostenerlo. Il semestre bianco accentua questi vezzi, destinati a sfibrare maggioranza ed esecutivo.

La seconda ragione è più lineare, e proviene dalla grammatica della politica, con le sue ferree regole: il governo è nato per una duplice missione, campagna vaccinale e scrittura del Pnnr, e direi che gli obiettivi sono stati conseguiti con largo e riconosciuto successo. Draghi potrebbe lasciare il governo tra due ali di folla plaudente, indipendentemente dall’eventuale suo approdo successivo al Quirinale.

Quanto al nuovo inquilino del Quirinale, il presidente del consiglio ha tutte le carte in regola per ottenere il gradimento della sua maggioranza e persino della Meloni, una oppositrice che si voleva estremista e si è rivelata invece sorprendentemente e piacevolmente repubblicana.

Terza, ultima, ma non meno importante motivazione del voto anticipato: i capi dei partiti ardono dal desiderio di scrivere le liste del nuovo parlamento dimagrito e perciò ancor più importante. Nei partiti si sono consumate alleanze, tradimenti, congiure. I nuovi equilibri chiedono di essere certificati da una nuova rappresentanza parlamentare.

E’ la politica, bellezza: le legislature finiscono quando coincidono tutti gli interessi dei protagonisti che contano. Per chi si appresta a pagare pegno, rimane solo la speranza che la mia previsione di ferragosto sia sbagliata.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia