• Mer. Set 22nd, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

Tokyo 2020, Gianni Petrucci: “L’Italia non è sotto le aspettative. L’oro verrà”

Simona Quadarella, bronzo negli 800 stile; Mauro Nespoli, argento nel tiro con l'arco; Gianni Petrucci, ex presidente Coni e presidente Federazione Italiana Pallacanestro

Due ori, otto argenti, 14 bronzi. L’Italia ai Giochi di Tokyo vince ma l’oro a volte ci sfugge dalle mani. C’è già chi parla di una “maledizione degli ori”, come a prepararsi per un bottino che probabilmente sarà più magro di quello di quattro anni fa a Rio, quando di ori ne portammo a casa otto. Abbiamo chiesto a Gianni Petrucci, presidente del Coni per quattro mandati consecutivi e attuale presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, di fare un bilancio di questa prima mezza Olimpiade.

Petrucci, in queste ore lei si trova a Tokyo per seguire i Giochi in generale e la pallacanestro in particolare. Come valuta la performance dell’Italia fino a qui? È troppo presto per parlare di una “maledizione dell’oro”?

“Per me non si devono fare i paragoni con il passato. L’Italia è una nazione polisportiva, vinciamo in tanti sport, questo fa la cultura di un Paese. L’oro verrà, verrà. Ma è sbagliato dire che l’Italia è sotto le aspettative perché, per ora, abbiamo pochi ori. Io la guardo assolutamente in positivo. Davanti a noi, per totale di medaglia, ci sono solo le grandi nazioni, paesi che hanno popolazioni nettamente superiori alla nostra. L’Italia sta facendo una bella figura”.

Ci aspettavamo ori che non sono venuti, ad esempio in discipline come la scherma o il tiro a volo?

“Questo non lo posso dire, poi non tutte le nazioni vedono realizzate le proprie aspettative per l’oro. Tra l’oro, l’argento e il bronzo c’è una piccola differenza, come un canestro fatto all’ultimo secondo. È questione di attimi. Per adesso, ragiono in positivo per il medagliere dell’Italia. Ci sono ancora tante medaglie a disposizione. La Francia ha preso solo una medaglia d’oro più di noi, ma nel totale siamo avanti (noi ne abbiamo prese 24, loro 19). Quando ero presidente del Coni dicevo sempre una cosa, che ribadisco tutt’ora: la cultura di un Paese si vede dagli sport di squadra – e in quelli importanti ci siamo – e dalle medaglie che prendiamo in tanti sport. Nella classifica delle medaglie totali, siamo al settimo posto, dopo Cina, Giappone, Usa, Russia, Australia e Gran Bretagna. Siamo polisportivi ed è questa la nostra forza. l’Italia dello sport è forte, non c’è nessuna crisi. E se si ridà qualche potere al Coni, vedrà che le cose miglioreranno ancora”.

Manca una settimana alla chiusura di Tokyo 2020. Ci aspettiamo altri ori?

“Certo che sì. Abbiamo tante discipline dove siamo veramente tra i favoriti. Siamo appena a metà strada”.

In quali discipline abbiamo più possibilità?

“Non mi va di entrare nel dettaglio delle singole discipline. So com’è fatto il nostro mondo: se faccio il pronostico sbagliato, poi mi dicono che porto male. Sono allenato ai risultati inaspettati. Come nel basket ad esempio…”.

Ecco, parliamo del suo sport. La nazionale italiana di pallacanestro è passata ai quarti di finale, vincendo contro la Nigeria, una squadra dove giocano 8 campioni NBA. Come commenta questo risultato?

“È un risultato grandioso. Quanti pensavano che ci saremmo qualificati alle Olimpiadi? Nessuno! La nostra soddisfazione è aver smentito tutti quelli che pensavano che la vittoria contro la Serbia fosse il massimo a cui potevamo aspirare. Confermandoci qui, abbiamo dimostrato che questa è una squadra giovane e che vuole arrivare. Certamente il percorso sarà ancora difficile e siamo alla metà dell’opera, però abbiamo già fatto una grande impresa. Io sono molto soddisfatto e i giocatori sono molto contenti, hanno creato un bel gruppo e giocano con il cuore”.

Cosa mi dice invece del basket femminile?

“È uno sport che esploderà. Siamo arrivati sesti nel mondo. Abbiamo una giocatrice che è tra le prime tre del mondo”.

In queste Olimpiadi, con il clamoroso passo indietro di Simone Biles, è emerso come mai prima d’ora il tema della salute mentale degli atleti. Cosa ne pensa?

“La psicologia di un atleta è un filo sottile. Le Olimpiadi provocano emozioni fortissime, molto più intense di qualsiasi altra competizione. Lo è per un dirigente che ne ha vissute tante come me… figuriamoci per un campione che in quel momento deve fare i conti con sé stesso e con il mondo. Io dico sempre che chi è alle Olimpiadi è comunque un campione perché già qualificarsi è un’impresa”.

Quale è stata finora la sorpresa più grande di queste Olimpiadi?

“Per me, la sorpresa più grande è arrivata da due grandi campioni: Pellegrini e Montano. Entrambi hanno voluto onorare la loro carriera con una prestazione ancora qui: una finale olimpica e una medaglia d’argento. Hanno dimostrato di non avere paura del tempo che passa, concludendo in bellezza un percorso da numeri uno. Durante la finale della Pellegrini, mi sono emozionato: ho visto una grande atleta che sta lasciando il palcoscenico, ed ero contento per lei”.

Una piccola delusione, invece?

“Le delusioni non le voglio dire, non vado contro i colleghi, questo è il dettame”.

Prima mi ha detto che non si possono fare paragoni tra un’Olimpiade e l’altra. Questa poi, segnata dal Covid, è unica in assoluto…

“I Giochi di Tokyo si stanno svolgendo in un clima assolutamente unico. Noi dirigenti abbiamo dei percorsi obbligati. Al villaggio olimpico gli atleti sono liberi di circolare, ma mi raccontano di un’atmosfera molto diversa. L’entusiasmo c’è sempre, ma è innegabile che questi Giochi si stiano svolgendo in una situazione senza precedenti nella storia delle Olimpiadi. Tra gli atleti c’è molta soddisfazione per l’organizzazione del Coni, che ha fatto veramente delle prodezze”.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia