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Esame avvocato, un praticante su due alla seconda prova orale: “Premiato il merito e lo studio”

DiRed Viper News Manager

Lug 30, 2021

Sono circa 22mila (su 25mila iscritti) i praticanti avvocato che da giugno hanno sostenuto la prima delle due prove orali per ottenere l’abilitazione alla professione forense. Dopo mesi di polemiche e rinvii a causa dell’emergenza covid (la prova era inizialmente in programma dal 15 al 17 dicembre 2020), ad aprile scorso il Parlamento ha dato il via libera, in via eccezionale, alle due prove orali in sostituzione delle tre prove scritte e della prova orale finale.

La prima prova (30 minuti per l’esame del caso sottoposto, 30 minuti per la discussione) si concluderà entro fine settembre, da ottobre si ripartirà con la seconda. Al momento non vi sono ancora dati ufficiali sulla percentuale dei candidati che è riuscita a superare il primo step. Stando, tuttavia, a quanto conferma Claudia Majolo, presidente dell’Unione dei praticanti avvocati (Upa), gli aspiranti avvocati che hanno ottenuto almeno 18 (punteggio minimo per accedere alla seconda prova) sono circa il 50-55% dei 22mila totali.

Un dato decisamente più alto rispetto al recente passato. Basti pensare che l’ultimo bando, quello pre pandemia – ha dato esiti catastrofici. Ad esempio a Napoli il 70% dei candidati è stato bocciato. Se il dato nazionale complessivo aveva fatti registrare circa il 42% degli ammessi all’orale, a Napoli solo il 30% ha raggiunto l’ultima prova. Una situazione che aveva posto l’accento sulla necessità di cambiare criteri e modalità dell’esame.

“Uno su due ha superato il primo scoglio ma credo che la seconda prova sarà molto più selettiva” spiega Majolo che sottolinea il grande lavoro fatto dalle commissioni centrali per garantire “in un momento così difficile” l’esame a tutti.

La seconda prova orale, in programma ad ottobre, durerà tra i 45 e i 60 minuti per ogni candidato. “Un esame più snello, pratico e tecnico che, finalmente, premia il merito e lo studio dei praticanti avvocati” esprime con soddisfazione Majolo. “Benché nato in un periodo emergenziale, il nuovo esame, consistente in una sorta di “doppio orale rafforzato“, si presenta come più snello dal punto di vista burocratico e decisamente più incentrato sul ragionamento mirato degli istituti sottesi alle tracce”. Ma in vista della nuova riforma, l’auspicio “è quello di arrivare a un esame con una prova scritta e un doppio orale” conclude.

 

 

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