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“Verità sulle rivolte? Impossibile con quella commissione, servono figure terze”, La richiesta di Ciambriello

DiRed Viper News Manager

Lug 28, 2021

Chi controlla il controllore? Viene da chiederselo a osservare la composizione della Commissione ispettiva che, come deciso dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia, è stata istituita dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria «per fare luce sull’origine delle rivolte dei detenuti avvenute negli istituti nel marzo 2020, sui comportamenti adottati dagli operatori penitenziari per ristabilire l’ordine e la sicurezza e su eventuali condotte irregolari o illegittime poste in essere». Se lo chiede, in particolare, il garante regionale dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, il quale ha scritto alla guardasigilli sollevando la questione: «La composizione della Commissione, a prima vista, appare monca poiché in essa è assente la componente sociale e di garanzia. In particolare, non sembra adeguata ad assicurare il secondo e terzo punto del suo mandato, vale a dire indagare sui comportamenti del personale e su eventuali condotte illecite, giacché dovrebbe valere anche qui la massima di Giovenale: “Quis custodiet ipsos custodes”? (Chi sorveglierà i sorveglianti stessi?)».

La Commissione, per volontà della ministra, dovrà svolgere un’indagine ampia sulle 70 carceri italiane in cui nel 2020 si verificarono rivolte. L’obiettivo è conoscere quello che è realmente accaduto negli istituti di pena dove la pandemia ha esasperato gli animi e accresciuto le tensioni, così da valutare la correttezza dei comportamenti delle guardie carcerarie. Il presidente della Commissione Sergio Lari, ex procuratore generale della Corte d’appello di Caltanissetta, sarà infatti affiancato da Rosalba Casella, ex direttrice del carcere di Sant’Anna di Modena, Giacinto Siciliano, direttore di San Vittore, Francesca Valenzi, dirigente dell’Ufficio detenuti e trattamento del Ministero di Giustizia, Luigi Ardini, comandante del carcere romano di Rebibbia, Riccardo Secci, comandante del carcere di Lecce, e Marco Bonfiglioli, dirigente del Provveditorato di Emilia Romagna e Marche che coordinò il trasferimento dei detenuti da Modena dopo le rivolte. «Tutte figure interne all’amministrazione penitenziaria – sottolinea Ciambriello – la cui obiettività e competenza non si discutono, ma certamente la Commissione e i suoi futuri risultati sarebbero maggiormente garantiti e gestibili se nella stessa fossero inserite figure professionalmente deputate alla vigilanza sull’esecuzione penale come magistrati di sorveglianza e garanti, nonché figure “terze” (presidenti di associazioni di diritti, Camere penali e così via). Ciò tenuto conto delle diverse notizie e testimonianze di violenze a danno di reclusi a seguito delle proteste».

Ecco, dunque, la richiesta rivolta dal garante campano alla ministra Cartabia per garantire quella «indagine ampia», come la stessa guardasigilli l’aveva definita illustrandone gli obiettivi durante la sua relazione in Aula sui fatti di Santa Maria Capua Vetere, e per fugare qualsiasi eventuale dubbio sull’imparzialità. «Mi auguro – conclude Ciambriello – che si possa arrivare a integrare la Commissione con figure di terzietà capaci di uno sguardo multiplo e riassuntivo, con un profilo non artefatto e un ruolo di osservatori super partes».

L’articolo “Verità sulle rivolte? Impossibile con quella commissione, servono figure terze”, La richiesta di Ciambriello proviene da Il Riformista.