• Dom. Ott 17th, 2021

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Non partecipano al voto sul dl Recovery. 9 senatori “contiani” mandano un segnale a Draghi?

Vito Crimi e Paola Taverna

Sono tutti “contiani” i 9 senatori del M5s che oggi non hanno partecipato alla votazione al Senato sul dl Recovery, approvato al Senato con 213 voti a favore e 33 contrari. Vito Crimi, Pietro Lorefice, Alessandra Maiorino, Michela Montevecchi, Gisella Naturale, Emma Pavanelli, Gianluca Perilli, Vito Petrocelli e Paola Taverna. Sono questi i nomi dei senatori del Movimento che hanno scelto di non partecipare alla votazione, ma di esserne silenti osservatori. E allora, proprio perché tutti contiani, c’é chi pensa che la mancata partecipazione dei senatori M5s sia un segnale rivolto a Draghi: se la riforma della giustizia non viene cambiata, noi non la voteremo. 

Il ddl penale si trova davvero all’ultimo miglio. Venerdì 30 luglio andrà in aula a Montecitorio. Il premier Draghi ha annunciato con ampio anticipo che il Governo metterà la fiducia. In questi giorni palazzo Chigi e Via Arenula hanno cercato la mediazione con Giuseppe Conte e il M5s. I “contiani” vorrebbero escludere dall’improcedibilità i reati di mafia e contro la Pubblica Amministrazione. 

“Non voglio neppure considerare l’ipotesi in cui non venga modificato il testo della riforma. È sbagliato dire che noi dobbiamo essere accontentati e altre formazioni no. L’obiettivo è avere un sistema di giustizia efficiente” ha commentato il leader in pectore del Movimento 5 Stelle ieri, uscendo dall’incontro con i parlamentari grillini alla Camera. L’ex premier ha ripetuto che sulla riforma Cartabia c’è un confronto “costruttivo con Draghi”. “Ma ho chiarito che la proposta come originariamente formulata pone problemi serissimi al Movimento” ha spiegato. Tra le intenzioni, ha aggiunto Conte, potrebbe esserci anche quella di  chiedere alla base del Movimento se votare o no la fiducia. “Una consultazione online? Vedremo alla fine” ha commentato Conte. “In pochi giorni capiremo se le nostre richieste hanno trovato accoglimento o meno – ha aggiunto – È chiaro che una prospettiva di fiducia alla riforma senza alcune modifiche sarebbe per noi difficile. Ma le minacce non sono nel mio stile”. Minacce no, timidi segnali sì. La mancata votazione dei senatori M5s al dl Recovery di oggi sembra questo. 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia