• Mer. Ott 27th, 2021

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Niente più lockdown e Netflix rallenta la crescita dopo il boom nell’anno del covid

Complici le clausure forzate, il 2020 è stato l’anno d’oro per le piattaforme streaming, ma vaccini e ritrovata libertà danno una frenata all’ascesa. Netflix riporta il suo peggior rallentamento nella crescita degli abbonati in otto anni e perde 400mila abbonati nel suo mercato di riferimento, Usa e Canda. 

L’anno pandemico appena trascorso – sottolinea l’Agcom nella sua Relazione annuale –  ha evidenziato l’affermarsi dell’on-demand sia da parte di operatori tradizionali (Rai e Mediaset) che nuovi (Netflix, Amazon Prime, Dazn). Un primo effetto è stata l’affermazione delle offerte televisive a pagamento sul web che raggiungono una quota pari al 21% e sono le uniche offerte in aumento (+7 punti percentuali). 

Nella televisione a pagamento si sono evidenziate due dinamiche: la prima dovuta alla diminuzione degli eventi sportivi a causa delle norme anti-pandemia che ha determinato anche una contrazione pari all′8,5% degli abbonamenti (dinamica ulteriormente rafforzata dalla marcata contrazione della raccolta pubblicitaria sul mezzo con il -26,1%); la seconda è l’enorme crescita della fruizione di film e intrattenimento dovuta alla forzata permanenza in casa.

Le offerte televisive a pagamento sul web, anche in ragione dell’attrattività esercitata da altri contenuti premium (film e serie tv), hanno presentato un notevole tasso di crescita (+ 44,5%), determinando un superamento dell’idea del palinsesto e di programmazione degli eventi, insieme a una ibridazione di modelli televisivi.

Ora la crescita rallenta e Netflix, precursore dello streaming a pagamento, si trova adesso a fronteggiare concorrenze sempre più agguerrite, tra cui quella della neonata Disney +. Il colosso della tv in streaming ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in aumento del 19% a 7,3 miliardi di dollari e un utile netto salito a 1,35 miliardi, o 2,97 dollari per azione, sotto le attese degli analisti. I nuovi abbonati sono stati 1,54 milioni, sopra le previsioni del mercato che scommetteva su 1,19 milioni. Tuttavia ha perso 400mila abbonati in casa, negli Stati Uniti e in Canada.

Ad agitare, e far calare inizialmente i titoli del colosso a Wall Street del 5%, sono le stime per il terzo trimetre che sono sotto le attese degli analisti. Per il periodo luglio-settembre il numero di nuovi abbonati è atteso salire di 3,50 milioni, sotto le attese degli analisti. La società spiega che “la pandemia ha creato una inconsueta variabilità nella nostra crescita e distorto i confronti anno su anno”, e ribadisce di continuare a prevedere un 20% di margine operativo per l’intero 2021 rispetto al 18% del 2020. Il settore “si è consolidato materialmente negli anni e non riteniamo che questo consolidamento abbia influenzato molto la nostra crescita”, osserva Netflix nella lettera agli azionisti.

Per rimanere competitivi, il gigante dello streaming proverà a sedurre i gamers. E’ stata annunciata  l’intenzione di iniziare ad aggiungere videogiochi ai suoi piani di abbonamento esistenti, senza costi aggiuntivi. La conferma della tanto attesa espansione è arrivata in concomitanza con il rilascio del suo ultimo rapporto sugli utili. Nella lettera agli azionisti, si sofferma sulle “fasi iniziali” della sua espansione nei videogiochi “facendo leva sui precedenti sforzi sull’interattività”. La società di Los Gatos, in California, aveva fatto trapelare il suo intento quando ha rivelato l’assunzione di un dirigente veterano di videogiochi, Mike Verdu, per esplorare potenziali opportunità in un altro campo dell’intrattenimento.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia