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In fila sotto al sole per il vaccino, delirio no vax: “Povere capre”

DiRed Viper News Manager

Lug 28, 2021

Le torride temperature di queste giornate romane non fermano le migliaia di persone pronte a ricevere il vaccino contro il Covid-19.

Nella Regione Lazio, dove finora sono state somministrate 6.703.921 dosi di vaccino (pari al 57,40 per cento della popolazione completamente immunizzata), si continua a pieno regime con la campagna vaccinale. Dalle fasce di età più giovani fino agli over 80, passando per quella 40-50 anni, gran parte delle persone vaccinate ha ricevuto Pfizer (47.511.214 dosi consegnate), seguito poi da Astrazeneca (11.893.832), Moderna (7.574.280) e il vaccino prodotto dalla Johnson & Johnson (2.274.642) nei 196 punti di somministrazione distribuiti in tutto il territorio regionale.

Ma la macchina organizzativa regionale ha dovuto cambiare la sua rotta in itinere. Il governo, con circolare emessa l’11 giugno 2021, ha dato disposizioni di vietare la somministrazione della seconda dose del vaccino Astrazeneca agli under 60, completando il ciclo con una seconda dose di vaccino a mRNA; l’esecutivo ha fatto poi un cambio di rotta la settimana successiva, con la circolare del 18 giugno 2021, per consentire alle persone al di sotto dei 60 anni di età, che hanno ricevuto la prima dose di Astrazeneca, di proseguire nel richiamo con lo stesso siero impiegato per la prima dose.

Con un SMS, la Regione Lazio ha chiesto ai cittadini che hanno ricevuto la prima dose di Astrazeneca di voler continuare il ciclo vaccinale con lo stesso impiegato per la prima dose. Una macchina perfetta, si penserebbe. Ma mentre la campagna vaccinale va a gonfie vele, con l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato che punta al 70 per cento della popolazione completamente immunizzata entro l’8 agosto, i cittadini continuano a subire qualche disagio a causa dalla disorganizzazione.

Sotto al sole cocente, durante le ore calde della giornata, chi si è recato all’hub vaccinale ha dovuto attendere a lungo per ricevere la prima o la seconda dose. È successo anche oggi all’hub vaccinale alla stazione Termini dell’Asl Roma 1, quando decine di cittadini hanno aspettato il proprio turno in fila sotto al sole.

Una condizione certamente disagiante, ma che diventa argomento per alimentare le tesi dei no vax. Sotto un video circolato sui social network e ripreso da Welcome to Favelas (in calce a questo articolo ndr), dove un cittadino ha ripreso la lunga fila di gente in attesa sotto al sole di ricevere la propria dose di vaccino all’hub di Roma Termini, numerosi utenti hanno commentato la scelta di chi ha deciso di immunizzarsi. “Siete un gregge di pecore“, “Povere capre“, “Solo per il green pass e per andare ai locali” sono i commenti più comuni che compaiono sotto il video, ma c’è chi si è lanciato anche in teorie sull’inutilità di ottenere il green pass, il certificato digitale che ha animato il dissenso popolare: “Il caffè lo posso prendere lo stesso al bancone…e al ristorante a stento mangio in inverno dentro, quindi figurati in estate…ciao…buona fila“, ha scritto un altro utente, mentre qualcun altro propone un’alternativa valida al certificato digitale, utile anche per i viaggi fuori Italia. “C…o fate la fila…basta fare un tampone 48 ore prima e si parte lo stesso“.

Ma c’è anche chi risponde a tono all’etichetta “Servi dello Stato”. Sotto il video, molti esprimono la propria felicità per aver ricevuto il vaccino. Un utente ha scritto: “Sarò anche un servo dello stato , ma sarà bellissimo potersi sedere al bar, andare al cinema e tutto quello che è correlato al green pass mentre voi starete a casetta a lamentarvi, sarà stupendo“, mentre un altro ha precisato: “Non per fare la pesantona, ma quasi tutti noi qua in fila siamo dell’Open Day di giugno e stiamo in fila per la seconda dose (spostata in anticipo) che avremmo avuto ad agosto. Quindi non è una corsa al green pass“.

Insomma, quello che doveva essere un video virale sui social, girato per documentare la disorganizzazione della Regione Lazio e denunciare i diversi disagi dei cittadini, è diventato uno strumento per i no vax per deridere chi ha scelto di vaccinarsi.

L’articolo In fila sotto al sole per il vaccino, delirio no vax: “Povere capre” proviene da Il Riformista.