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“Dicevano che i morti covid non esistono, che li uccidono in ospedale, ma mio padre ha dato la vita per curarli”

DiRed Viper News Manager

Lug 28, 2021

Stava passando per caso, con la sua fidanzata, in piazza a Lodi, quando ha incrociato un gruppo di manifestanti, No-Vax e No Green Pass, che protestavano. E Marco Natali, 22 anni, ha deciso di parlare, di dire la sua. Ha parlato tremando e tutto d’un fiato del padre, Marcello, medico morto per le complicanze del covid-19 nel marzo 2020, quando la pandemia era drammatica e ancora un enigma. Uno dei tanti medici (il sindacato FNOMCeO, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, ne conta 359) morti nell’esercizio della loro professione.

Mi hanno molto colpito le frasi di una signora che stava dicendo che i morti di covid non esistono e che le persone sono state uccise in ospedale per mancanza di cure. Mio padre Marcello, da medico di base, ha dato la vita per curare i malati di coronavirus; per me queste erano parole inaccettabili”, ha detto Marco in un’intervista a Il Corriere della Sera. Proprio la provincia di Lodi ha conosciuto il covid-19 prima e più drammaticamente di altre: con il primo contagiato italiano a Codogno nel febbraio 2020 e con la primissima ondata di contagi in quella Lombardia che resta la Regione più colpita d’Italia con 33.818 morti causati dalle complicanze dell’infezione.

Marcello Natali era medico di base, a Caselle Landi. Spesso proprio a Codogno per assistere i malati a domicilio. Lo studente, quasi senza pensarci, mosso da un dovere morale più che dalla rabbia ha testimoniato l’impegno del padre e sfidato una di quelle piazze che questo fine settimana si sono mobilitate contro l’estensione d’uso della Certificazione Verde e contro i vaccini anti-covid – nonostante le evidenze scientifiche stiano provando che i sieri stanno contrastando la pandemia.

“Quasi senza pensarci ho preso la parola e ho esordito così: io ho vent’anni … ed è partito un applauso, ma ho subito chiesto di smettere perché non la pensavo come loro. E ho continuato dicendo che mio padre era un medico, morto l’anno scorso contagiandosi sul lavoro. E di riflettere: se ci fosse stato prima un vaccino lui sarebbe ancora fra noi ma senza vaccino voi non sareste qui oggi. Ho detto queste frasi con la tremarella e tutte d’un fiato, quasi non sentivo le grida e le offese che mi arrivavano contro”. Il gesto di Luca è diventato simbolico, emblematico, e in poche ore ha fatto il giro dei social. Lui ha ricevuto sia offese che insulti e solidarietà e complimenti.

Questo fine settimana sono state migliaia le persone scese in piazza a manifestare contro i vaccini e contro l’uso del Green Pass – esteso dal governo ad attività ed eventi pubblici a partire dal 6 agosto. Ieri la replica in Piazza del Popolo: un flop, meno di mille persone. Altro che le 50mila annunciate. I manifestanti in gran parte del movimento “Ioapro”, di ristoratori ed esercenti, e gruppi estremisti di destra come Forza Nuova. E poi complottisti e scettici vari. Un giornalista de Il Riformista è stato aggredito mentre faceva il suo lavoro: raccontava quella piazza. Altre proteste sono state convocate dal “Comitato Libera Scelta” per domani in almeno 12 città da Roma a Milano, Palermo, Rovigo, Bologna e Trento. L’Ansa scrive che parteciperanno anche i politici della Lega Bagnai, Siri, Borghi e Pillon oltre al fuoriuscito del Movimento 5 Stelle Paragone e l’ex ideologo dei grillini Paolo Becchi.

L’articolo “Dicevano che i morti covid non esistono, che li uccidono in ospedale, ma mio padre ha dato la vita per curarli” proviene da Il Riformista.