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Covid, D’Amato: “Il mancato riconoscimento di Sputnik è un danno per il turismo”

DiRed Viper News Manager

Lug 28, 2021

L’assessore alla Sanità Alessio D’Amato riconosce nella mancata approvazione del vaccino russo Sputnik un danno per il turismo di Roma e della Regione Lazio. “Il mancato riconoscimento dello Sputnik ai fini di avvenuta vaccinazione è un danno al nostro settore turistico poiché viene meno il flusso proveniente dalla Federazione Russa, che è stato sempre significativo per il nostro Paese e anche per Roma Capitale“, ha spiegato in una nota il responsabile della sanità regionale, intervenendo sul fatto che Ema non ha ancora dato l’ok per l’uso del vaccino russo. L’esame di attendibilità sul siero Sputnik, non ancora approvato in Europa, è stato rinviato perché i dati non sono stati inviati entro la scadenza fissata per il 10 giugno.

La circostanza pone quindi un problema per le persone vaccinate con il siero russo che vorrebbero entrare nel nostro Paese, per cui sarebbero soggette a restrizioni a quarantena di almeno 14 giorni.

Per questo D’amato, che vuole rilanciare il settore turistico locale trainato dal flusso proveniente dalla Russia, preme sull’approvazione di Sputnik. “Penso sia utile studiare delle formule che consentano ai fini del pass il riconoscimento di questo farmaco – sostiene l’assessore – superando così un paradosso che vede lo Sputnik adatto al progetto Covax, gestito dall’Oms per garantire a tutti i Paesi del mondo l’accesso al vaccino, per poi non riconoscerlo come certificazione vaccinale. Questa questione riguarda anche diversi cittadini italiani che lavorano in Russia e i cittadini di San Marino che hanno ricevuto questo vaccino“.

Nell’ottobre 2020, la Russia ha richiesto la prequalifica dello Sputnik V presso l’Oms per accelerarne la disponibilità in tutto il mondo attraverso Covax, il programma internazionale che ha come obiettivo l’accesso equo ai vaccini anti COVID-19.

Sperimentazione allo Spallanzani

Lo scorso 20 aprile in Italia ha preso via la sperimentazione del vaccino.  La ricerca viene fatta a Roma, grazie a una sinergia tra l’Istituto Spallanzani e il centro di ricerca russo Gamaleya.

Sotto la lente degli scienziati italiani e russi, la verifica del vaccino russo sulle varianti virali e l’uso dello Sputnik come richiamo per quelle persone che hanno ricevuto una prima dose di Astrazeneca, Pfizer o Moderna.

Lo aveva già dichiarato il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia, spiegando il contenuto del memorandum di intesa tra i due istituti di ricerca. “La Regione Lazio e lo Spallanzani sottoscrivono questo accordo tecnico-scientifico che darà il via finalmente alle sperimentazioni con e su Sputnik“.

Sputnik nel mondo

Il vaccino russo, lanciato dal presidente Vladimir Putin l’11 agosto 2020 e sviluppato presso il Gamaleya Research Institute di Mosca, è ampiamente diffuso nel mondo. Secondo il sito sputnikvaccine.com, Sputnik V è stato autorizzato per l’uso in 69 Paesi del mondo con una popolazione totale di oltre 3,7 miliardi, ovvero circa la metà della popolazione mondiale. La vaccinazione con Sputnik è in corso in più di 50 paesi in 4 continenti, tra cui Argentina, Ungheria, Bolivia, Algeria, Montenegro e Paraguay.

La Russia ha richiesto l’approvazione del vaccino nell’Unione Europea a gennaio, ma Bruxelles ancora frena. Solo alcuni Paesi europei hanno approvato l’uso del vaccino russo, come Ungheria, Slovacchia e San Marino. Il vaccino vanta un prezzo contenuto: dieci dollari, quindi circa 8 euro e mezzo a dose.

 

L’articolo Covid, D’Amato: “Il mancato riconoscimento di Sputnik è un danno per il turismo” proviene da Il Riformista.