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Ci si può lasciare con amore

Ci si può lasciare con amore. Dopo quasi venti anni insieme un uomo e una donna mettono fine alla loro storia arrendendosi a un sentimento mutato nel tempo e che non corrisponde più ai motivi per cui due persone desiderano stare insieme. 

Nel farlo decidono di aiutarsi a superare la separazione rimanendo uno accanto all’altra. Accompagnare il partner fuori dalla relazione, non dalla propria vita, anzi, l’intento è proprio quello di esserci sempre, di rimanere in qualche modo fedeli al tempo vissuto insieme. Che peso specifico ha tutto questo, quanto costa emotivamente? Soprattutto, elaborare insieme la fine di una storia significa prolungare il dolore del distacco oppure una vivere una catarsi?

Lo racconterà il film “Una Relazione” scritto da Stefano Sardo con Valentina Gaia. Lui già noto sceneggiatore e per la prima volta regista del film in autunno al cinema, e Valentina Gaia, attrice, cantante e autrice. Insieme nella vita per 17 anni, decidono di coronare il viaggio di un amore finito, deviarlo sul binario comune dell’arte attraverso questo figlio crossmediale divenuto libro, album e pellicola. Un progetto che non rinnega niente di ciò che è stato, anzi, in qualche modo lo immortala. Come i connotati di due genitori sul viso di un figlio, “Una Relazione” è la vittoria di un sentimento che cambia ma non muore.

La storia, raccontata dai diversi punti di vista dei protagonisti, interpretati nel film da Guido Caprino e Elena Radonicich, e il coinvolgimento di chi da sempre li ha considerati una coppia di riferimento e che si sente travolto in qualche modo dall’imprevedibile separazione. Nel cast Thony, Libero De Rienzo, Tommaso Ragno e Francesca Chillemi, Luigi Diberti, Enrica Bonaccorti, Jalil Lespert!

La storia sovverte le coordinate del racconto, inizia dalla fine a cui siamo abituati, da quel punto dopo il “vissero felici per sempre e contenti”. Ci fa tornare sulla terra ma conserva la favola, nonostante la nostra generazione abbia smarrito quel “per sempre” da molto tempo.

Perché gli adulti non si lasciano con amore? Perché è difficile. Ci sono coppie che si lasciano pur amandosi, ci sono coppie in cui il sentimento che le ha unite subisce la sua variante e diventa letale. Abbiamo affidato al tempo la cura delle ferite, ci hanno insegnato così, ribaltare questo processo è rischioso e impegnativo.

Ma esiste un “per sempre” in ogni storia, fosse anche un “ti odierò per sempre”, un oggetto che si conserva nonostante tutto, un ricordo da salvare. Un ritaglio di suolo su cui poggiare il passo per poter dire “Ne è valsa la pena”. Rinnegare una storia è rinnegare se stessi, ciò che si è desiderato, ciò che si è stati. “In una storia d’amore ci si appropria dell’altro e l’altro si appropria di noi. Le mani, gli occhi, il volto, la pelle, i sessi, e più il tempo di legame dura e più l’identità singola si dissolve. Diventa due.” scrive Marco Missiroli in Atti osceni in luogo privato.

Distruggere ciò che è stato serve quasi a sopravvivere, è sempre più facile che accettare di aver mancato in qualcosa, di aver sbagliato, di aver “perso”. In un momento storico in cui siamo nel pieno della guerra delle ragioni, ognuno vuole la propria e la difesa delle idee è diventata acerrima ed è in ogni luogo. Il rifugio è nei rapporti. Bisognerebbe proteggerli. Bravo Stefano Sardo, brava Valentina Gaia, “Una relazione” è il per sempre che mancava.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia