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“Cavie”, “sostanze geniche”, “come la Ddr”. Breve bestiario dei politici no-vax

No-vax, boh-vax, free-vax. In vista della fiaccolata a Roma contro l’obbligo del Green Pass, ognuno cerca di spiegare in qualche maniera le proprie convinzioni sul vaccino contro il Covid. E tra questi, ovviamente, non mancano i politici. E con posizioni talvolta surreali, sempre illogiche.

L’ultimo a dire la sua in un’intervista al “Corriere della sera” è l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Sergio Berlato. Il suo pensiero è chiaro: “Ho parlato con centinaia di amici miei medici – spiega – che mi sconsigliano” di fare il vaccino. E continua: “Siamo tutti topini bianchi, strumenti di una sperimentazione di massa con le sostanze geniche sperimentali. Sì, quelle che voi chiamate vaccino”.

Una deputata che non ha mai nascosto la sua contrarietà ai vaccini è la deputata Sara Cunial, ex M5s e ora nel Gruppo Misto. Cunial ha affermato: “Non solo il vaccino è potenzialmente pericoloso, come confermano le migliaia di reazioni avverse anche gravi che sono state già state registrate nel mondo, ma, soprattutto, totalmente inutile proprio per la mutevolezza del virus come scritto nel sito del Ministero che non garantisce alcun tipo di copertura”.

Un altro che ha una lunga carriera no-vax è il consigliere regionale del Lazio, ex M5s, Davide Barillari. L’ultima sua dichiarazione è stato un tweet in cui collegava l’attacco cardiaco del calciatore danese Eriksen con il vaccino: “ Cade a terra per arresto cardiaco, cadono come mosche #sonosolocoincidenze #vaccini”. Ma non finisce qui. Barillari, sempre nella sua battaglia no-vax, ha infatti messo nel mirino un po’ chiunque. Per esempio: “Chi si deve vergognare?- scrive -. Dal Cts, ad Aifa, a Speranza, a Draghi, a Zingaretti e alla Regione Lazio, la lista è lunga…”.

È poi di oggi la notizia che la grillina Monica Amore, consigliera comunale a Torino e già indagata per un post antisemita pubblicato su Facebook, è stata denunciata per “molestie no-vax”. La famiglia di una sessantenne, ammalata di Covid, si è infatti rivolta a un avvocato chiedendo tutela al legale per i contatti “molesti e inopportuni” messi in atto dalla consigliera. Avrebbe telefonato al figlio, dopo il ricovero all’Amedeo di Savoia della donna che aveva conosciuto durante un periodo di villeggiatura in Liguria, per farla “portare via dall’ospedale perché i pazienti vengono usati come cavie”. Amore avrebbe più volte invitato il figlio a salvare la madre, sostenendo che le “terapie contro il Covid sono dannose” e che dietro ai ricoveri “c’erano interessi economici”. Teorie no-vax e complottiste che spesso si leggono sui social, secondo il figlio della donna, che è un medico. L’uomo, esasperato dalle continue telefonate allarmistiche di Amore, ha chiesto aiuto al legale, affinché “le molestie cessino”.

C’è poi Gianluigi Paragone, senatore ex M5s, che in un’intervista a la Repubblica ha affermato di non volersi vaccinare: “Sono un free-vax – spiega -. Lo Stato non vuole assumersi la responsabilità di dichiarare l’obbligatorietà vaccinale, perché sa benissimo che siamo in una fase sperimentale e che tutte le aziende farmaceutiche godono di una manleva”. E sul Green Pass commenta: “È discriminatorio, una cosa bolscevica. Infatti la Merkel, che viene dalla Ddr, non lo vuole”.

Dello stesso avviso è il senatore leghista Simone Pillon, secondo il quale “non si possono costringere vaccini che sono ancora nella fase sperimentale”. Anche il deputato Claudio Borghi, che parteciperà alla fiaccolata a Roma, si è fatto sentire con un tweet che ha suscitato non poche polemiche: “Terzo giornalista che chiama per sapere se sono vaccinato – ha scritto -. Finora sono stato gentile, al prossimo parte il vaffanculo e la cancellazione dalla lista dei contatti. Perché questi eroi la prossima volta che intervistano un LGBT non gli chiedono se è sieropositivo e se fa profilassi?”.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia